Recensioni spaziali

by Angelo Orlando Meloni

cinemahArriva l’estate, arriva il caldo, arrivano i tuffazzi e si assesta al minimo (cioè zero) la già scarsissima voglia di migliorarmi attraverso la lettura di un autore bello, buono e pulito. Uno di quegli autori, insomma, molto ammirati, ma che violano lo show don’t tell con lo stesso candore con cui i bambini ignorano le leggi della meccanica quantistica. Messe da parte le velleità pedagogiche mi sono perciò votato al fumetto, che d’estate rinfresca la mente. E la mente, si sa, è portata all’ebollizione. Basta un nonnulla, a volte. Ma per fortuna abbiamo inventato i fumetti, mi dico spesso.  Per fortuna c’è Leo Ortolani e ci sono le sue recensioni a fumetti, raccolte da Bao publishing con il titolo Cinemah – il buio in sala. Ci sarebbe ben poco da dire su Ortolani (non mi starai dicendo che non hai mai letto Ratman?). E pertanto non aggiungo altro, a parte che le sue recensioni sono esilaranti (attenzione: a quanto pare a Ortolani è piaciuto Prometheus). Tutto il resto ve lo racconterà il loquace drago de Lo hobbit.

craig thompsonPolpette spaziali di Craig Thompson è un bel fantascientificone pubblicato in Italia da Rizzoli Lizard, con cui l’autore è ritornato sul luogo del delitto con l’aiuto dell’asso americano Dave Stewart e dei suoi colori (ha collezionato più Eisner Awards Dave Stewart che palloni d’oro Messi e Cristiano Ronaldo insieme). Anche Craig Thompson, va detto per chi non lo sapesse, è un fuoriclasse. I suoi Blankets e Habibi sono diventati quasi dei classici. Hanno fatto segnare molte tacche ai fumetti “importanti” e a chi suona la relativa tromba. Ma si vede che all’autore doveva esser venuta voglia di raccontare e basta. E con gli spaziali, per giunta, e gli alieni, e queste meravigliose (e voraci) balene interstellari. Ne è venuto fuori un gran bel fumetto che parla di immigrazione stellare, di ricchi contro poveri, d’amore, abbandono e ricongiungimento. E in più ci sono un sacco di mostri, astronavi e robot. Medaglia d’oro al valor fumettoso per Craig Thompson, quindi. Per aver avuto il coraggio e la bravura, in quest’epoca di sapientoni, di realizzare un fumetto del genere. Come quelli di una volta, cioè. Un fumetto per bambini che piacerà un sacco pure ai grandi.

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