Home Fumetti Il non so che…

ballistic - copertinaCominciamo da Ballistic, un fantacientificone tutto ultraviolenza ma anche post cronenberghiano e pure post transmetropolitano e un po’ confusionario e chi più ne ha più ne metta. Pubblicato da BD edizioni, il volume è firmato da Adam Egypt Mortimer (regista dell’horror Some kind of hate, che non ho visto e… boh… forse un dì vedrò) per i testi e Darick Robertson per i disegni. E siccome si dà il caso che Robertson abbia lavorato a due dei fumetti più eccitanti, esagerati e geniali su cui lettori fortunati abbiano potuto adagiare le pupille negli ultimi anni (Transmetropolitan e The boys) be’… un po’ di curiosità viene. Eccome se viene, in special modo se la prefazione (fighissima) è di sua maestà Grant Morrison (e se non conoscete Grant Morrison quasi quasi vi invidio, perché ciò implica che avete una tonnellata di fumetti strabilianti tutta da scoprire). Peccato però che il risultato finale non sia al livello delle eminenze che ho citato fin qui. Tutto molto “wow”, tutto molto fantascientificoso e pure – come dicevamo su – cronenberghiano (in un certo qual modo, non prendetemi alla lettera), tutto molto veloce e pieno di fatti, sparatorie, mutazioni, sofisticazioni, trovate, trovatine e svolazzi, ma…. Transmetropolitan era un’altra storia.

copertina I custodi di Slade HouseI custodi di slade house è un romanzo orrorifico firmato da David Mitchell (pubblicato in Italia da Frassinelli e tradotto da Katia Bagnoli) che in confronto alla confusione di Ballistic appare sobrio, asciutto, ben stirato. David Mitchell ci racconta la storia di una casa misteriosa e dei suoi insidiosi occupanti, nonché di alcune persone che nel corso di un secolo circa avranno a che fare con questi loschi individui. Eh… sì, sto parlando proprio di quel David Mitchell da cui Lana e Lilly Wachoski hanno tratto qualche tempo fa l’imbarazzante film Cloud Atlas. Lo so che i gusti sono gusti e che probabilmente ci sono milioni di persone a cui la visione di Cloud ha ingenerato gaudio & estasi, però così è la vita, che ci vogliamo fare, quel polpettone senza né capo né coda mi fece rimpiangere di non aver visto al cinema capolavori come Beethoven 1, 2, e 3; Le comiche 1 e 2 e altre simili perle. Ma ormai è andata. Pensiamo al presente, piuttosto. Riuscirà (l’incolpevole?) David Mitchell a scrollarsi di dosso il kolossal meno colossale degli ultimi anni? Be’, sì, ce la fa. Cioè, quasi. Più o meno, insomma, perché I custodi di Slade House è un romanzo tirato a lucido da uno scrittore che sa il fatto suo e che sa giocare con l’horror classico e con noi lettori fino all’ultimo capitolo, fino allo scioglimento della vicenda, lì dove si riaffaccia, purtroppo, quel “non so che” di Cloud Atlas, quella sensazione del tipo: ma che mi stanno pigliando per il…? Alt, però, mi fermo qui e altro non aggiungo. Se volete scoprire di cosa si tratti, allora ve lo dovete leggere, questo romanzo. Da me non avrete altre informazioni, perché I custodi di Slade House tutto sommato regge bene o benissimo fino alle ultime pagine e solo lì, novello Dorando Pietri, fa patatrac.

the_goon_(c) Erik PowellLast but not least, segnalo infine la ristampa (Panini) del primo volume della serie The Goon di Eric Powell, serie caratterizzata da disegni grandiosi e storie ad alto tasso di adrenalina, genialità e fancazzismo. Fantasia al potere, insomma, ma di dubbia moralità e ubriaca marcia di liquoracci infimi. Una sbronza megagalattica di zombi, delinquenti, delinquenti zombi, maghi, bulli & pupe, locali fumosi, uomini pesce, Babbo Natale (proprio lui) e i suoi elfi cannibali, scazzottate che nemmeno Bud Spencer e Terence Hill… e poi, poi… quei disegni grandiosi (sì, lo ripeto, disegni grandiosi) che qua e là omaggiano Jack Kirby. C’è poco da dire, quest’albetto è una vera chicca e chi se lo lascia sfuggire è destinato a vagare come un morto vivente affamato di cervello fresco nel limbo del succitato “non so che”, e condannato a zampettare in eterno di scaffale in scaffale sempre alla vana ricerca di qualcosa di diverso dalla solita zuppa.

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