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Descender e Bitch planet, fantascienza a fumetti

written by Angelo Orlando Meloni 29 marzo 2016

Descender – Stelle di Latta di Jeff Lemire e Dustin Nguyen è il primo volume di uno scoppiettante fantascientificone che si preannuncia intriso di sense of wonder come un cornetto alla crema di quelli buoni. Di quelli cioè che quando li mordi esplode e ti sporchi, ma tutto sommato te ne freghi perché la crema è buona. Pubblicato in Italia da Bao (edizione originale americana della Image) e – come ho avuto modo di vedere in rete – a quanto pare già opzionato dal cinema, Descender non delude le aspettative, sia per i testi di Jeff Lemire sia per i disegni di Dustin Nguyen, che con le sue matite si spinge molto più in là di un segno semplicemente funzionale alla storia. Rimpinzato di ascesa & declino di super civiltà tecnologiche, alieni come se piovesse, alieni coatti come se piovesse, splatter q.b., fantarcheologia, robottoni giganti apocalittici, robot-minatori tonti dal cazzotto facile degni di un fantascientificone in stile Bud Spencer e Terence Hill, robottini teneroni e robottini teneroni che nascondono (chi lo sa) grandi segreti, questo primo volume procede dritto fino alla sua conclusione (aperta) e raccoglie i primi sei numeri della serie originale. Stiamo a vedere come proseguirà e se Lemire saprà evitare il trappolone del prescelto o dell’antica profezia, ma se siete amanti della fantascienza più zozzona, avventurosa & ambiziosa, se gli sconfinati mondi dell’immaginazione sono il vostro campo da gioco, be’… penso che un occhio a questa serie, ragazzi, lo dovete proprio dare.

bitchplanetSubito dopo Descender forse avrei dovuto espiare con un romanzone pseudo-realistico e didattico-pedagogico privo di dialoghi che affronta e risolve i grandi problemi che ci attanagliano, ma la pila di fumetti sul comò mi reclamava e ho rimandato ancora una volta il momento in cui un romanzo certificato mi farà diventare un uomo migliore. Noncurante delle conseguenze, mi sono perciò sparato Bitch planet volume uno, di Kelly Sue DeConnick e Valentine De Landro, un’altra serie Image pubblicata in Italia da Bao, che ci proietta in un universo futuribile e anticato allo stesso tempo (vedi alle voci: women in prison ed exploitation), nonché grottesco e bastardissimo, e che non vuole farmi diventare un uomo migliore, anche perché nelle pagine che ho letto di uomini “migliori” non c’è traccia, zero, nemmeno l’ombra. Non-compliant è la parola chiave di questa storia. E sta a indicare le riottose condannate all’oblio spaziale. Donne non compiacenti, quindi. Ostinate, caparbie, dure, poco remissive. Rivoluzionarie, probabilmente. Donne che non si adattano agli standard imposti dai padri e fanno questa brutta fine, poco importa se si sono macchiate di veri reati o se la loro unica colpa agli occhi dei babbioni che amministrano quest’orrendo brave new world è quella di essere oltraggiosamente obese o di alzare gli occhi al cielo di fronte alla coglionaggine del deficiente di turno. Per le donne che non si vogliono adeguare agli standard che i maschi con la cravatta hanno preparato per loro, insomma, la fine è già scritta e le porte della prigione spaziale si sono già chiuse per sempre alle loro spalle, se non ci fosse però il Megaton, lo sport nazionale pesta-duro in cui bisogna saper menare di brutto, da far invidia al buon vecchio rollerball. E siccome la federazione vuole tenere alta l’attenzione dei cerebrolesi che sbavano davanti agli schermi, qualcuno ha deciso che è giunto il momento di una squadra femminile, di una squadra feminile selezionata tra le riottose del bitch planet, ça va sans dire.
E a questo punto non ci resta che metterci comodi sul divano pronti a sbavare davanti ai prossimi numeri.

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