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Chi sono i fansubber?

written by Stefania Marinoni 11 febbraio 2016

Chi sono i fansubber?

Continua la nostra esplorazione nel mondo del traduttore che non vive di (soli) romanzi. Questa volta ci occupiamo di audiovisivi e partiamo dall’argomento più spinoso: le community di fansubber.

***NON PRENDETEVELA PER L’IMMAGINE, UN PO’ D’IRONIA, SU!***

Avete presente i fansubber? Quel sottobosco di volontari amati da chi vuole vedere le serie TV in anteprima e meno amati dai traduttori professionisti che spesso li vedono come “concorrenti”? Ecco, proprio loro. Ma come stanno realmente le cose: il mondo della traduzione audiovisiva e quello dei fansubber hanno dei punti di contatto o sono due realtà a sé stanti? Più concretamente, il fansubbing apre le porte della traduzione professionale?

Premetto che le mie conoscenze al riguardo sono piuttosto scarse, e tutte indirette, perché non guardo serie TV sottotitolate, e nemmeno in lingua originale… Ok, lo ammetto, non le guardo proprio: ci ho provato, ma non mi appassionano (ora potete insultarmi). E così, per avvicinarmi a questo mondo, ho pensato di rivolgermi ai diretti interessati, tramite un sondaggio che ho proposto due settimane fa.

Hanno risposto in 59: tanti o pochi, fate voi. Di certo, molto disponibili perché diversi partecipanti non si sono limitati a spuntare le caselline ma hanno aggiunto commenti e consigli. Ne approfitto per ringraziare quanti hanno preso parte al sondaggio e quanti mi hanno aiutato a pubblicizzare l’iniziativa.

Vi riporto qui sotto i risultati, con qualche breve commento. Poi, a voi la parola!

Domanda 1:

Quanti anni hai?

  • meno di 24 (11 risposte, 19%)
  • 24-30 (26 risposte, 44%)
  • più di 30 (22 risposte 37%)

A essere sincera, mi aspettavo un bel gruppo di under 24… Insomma, credevo si trattasse di un hobby tipico di studenti universitari e neolaureati. Invece, a quanto pare, molti riescono a conciliare questa attività con il lavoro. A meno che, cari fansubber, non mi vogliate svelare che siete tutti disoccupati e studenti fuori corso!

Domanda 2:
Da quanto tempo collabori (o per quanto tempo hai collaborato) come volontario per una community?·

  • Meno di 6 mesi (5 risposte, 8%)
  • 6 mesi-1anno (11 risposte, 19%)
  • Più di 1 anno (43 risposte, 73%)

Forse le opzioni a disposizione non erano le più adeguate: ho sottovalutato la tenacia degli appassionati di serie TV! Ho dato per scontato che il fansubbing fosse, come dicevo prima, un’attività per giovanissimi, svolta soprattutto da aspiranti traduttori che, si spera, dopo un anno di volontariato riescono a trovare la loro strada. Ma anche qui, cari fansubber, smentitemi pure!

Domanda 3:

Lavori come traduttore professionista?

  • Sì (16 risposte, 27%)
  • No (43 risposte, 73%)

Dunque, il 27% dei partecipanti al sondaggio dichiara di essere traduttore professionista. Una persona però, nei commenti, specifica di aver risposto “sì” pur essendo ancora un’aspirante traduttrice. Naturalmente con professionista intendo chi ha un reddito che gli permette di mantenersi, in cui la traduzione sia l’attività principale o una delle attività principali. Riduco quindi a 15 il numero dei professionisti. Naturalmente, so bene che non tutti i fansubber aspirano a diventare traduttori.

Domanda 4
Se sì, questa esperienza ti ha aiutato concretamente a trovare le prime collaborazioni retribuite nel campo della traduzione?

  • Sì (7 risposte, 19%)
  • No (29 risposte, 81%)

Non mi è molto chiaro il motivo per cui, se i traduttori sono 15 o 16, le risposte a questa domanda sono state ben 36. In ogni caso, abbiamo 7 persone che lavorano come traduttori professionisti e a cui l’esperienza del fansubbing è servita per trovare le prime esperienze retribuite. Ma in che modo? La risposta è nella domanda successiva.

Domanda 5

Se sì, perché?

Qui, dei 7 che hanno risposto affermativamente alla domanda precedente, 5 hanno dato una spiegazione più approfondita. Per 4 di loro si è trattato di un’utilità, passatemi il termine, “indiretta”: collaborare con la community ha permesso loro di prendere confidenza con i programmi di sottotitolaggio e di approfondire le conoscenze linguistiche.

Ma una persona scrive che tramite questa esperienza è entrata in contatto con un adattatore dialoghista che, immagino, le ha spianato la strada verso le prime collaborazioni retribuite. Insomma, su 59 fansubber, solo uno (o una) è riuscito a sfruttare questa esperienza per inserirsi nel mondo della traduzione. E ci tengo a sottolineare che si tratta di una mia deduzione: la persona ha scritto solo “contatto con adattatore dialoghista”, che io immagino abbia fatto fruttare…

Domanda 6

Vuoi aggiungere altro?

Qui le risposte sono state 12. Alcuni hanno specificato di essere ancora studenti e di aspirare a diventare un giorno traduttori professionisti (ecco, allora il target che avevo in mente esiste davvero!); altri dichiarano che è un’attività che fanno per passione, consapevoli che non permetterà loro di diventare traduttori ma utile per trovare contatti e nuove amicizie e approfondire la conoscenza della lingua inglese. Qualcuno si lamenta per la scarsa attenzione riservata all’italiano, cosa che mi è stata confermata da diverse persone che guardano film e serie TV sottotitolate: sull’inglese non si esprimono perché non ne hanno le competenze, ma sull’italiano avrebbero qualcosa da ridire (ecco perché non dovete prendervela per l’immagine di copertina).

Naturalmente il sondaggio era anonimo, quindi non mi è possibile risalire alle persone che hanno dato queste risposte. Mi permetto comunque di riportarne due che ho trovato molto interessanti. Spero che i diretti interessati non abbiano nulla in contrario! E se per caso leggeranno questo articolo e vogliono contattarmi per un approfondimento o un’intervista, molto volentieri.

La prima risposta che voglio segnalarvi è di una traduttrice professionista, specializzata in traduzione audiovisiva e con una esperienza quinquennale nel fansubbing, la quale afferma: “Non me la sento di dire che sia merito del fansubbing se sono qua, perché ho sempre avuto una grande passione per le lingue e per la traduzione, nata molto prima dell’arrivo del fansubbing. Dirò, però, che sicuramente ho acquisito un controllo dell’inglese […]e mi ha dato una conoscenza dell’inglese informale che lo studio accademico non copre”.

La seconda è forse ancora più interessante, perché può essere utile ai tanti che sognano una carriera nella traduzione audiovisiva: “Alcuni tramite fansubbing hanno trovato dei contatti ma sono pochissimi, per gli altri è più un “lavoro” che si fa per passione e per non perdere l’allenamento. Se questa è la tua strada, ti consiglio TED talk che dà molta più visibilità. Altrimenti, ci sono tante associazioni x cui puoi tradurre come volontario facendo del bene (ex: Save the Children e simili)”.

Insomma, sembra che il fansubbing non sia la strada migliore per diventare traduttori professionisti e che i due punti abbiano pochi punti di contatto. O almeno, questo è quanto emerge dal mio limitato sondaggio.

Voi che ne pensate?

Commenti a questo post

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10 comments

Dal Fansubbing All’adattamento Professionale. Una Strada Percorribile? | Senzaudio 10 marzo 2016 at 10:27

[…] il sondaggio di alcune settimane fa, continua la nostra indagine sul mondo del fansubbing. Oggi intervistiamo […]

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