Home Inchiostro Fresco - Recensioni di libri letti da Gianluigi Bodi K. o la figlia desaparecida – Bernardo Kucinski

K. o la figlia desaparecida – Bernardo Kucinski

written by Gianluigi Bodi 12 febbraio 2016
Bernardo Kucinski

“Non si fanno paragoni con la Shoah”.

Dice un personaggio interpellato da K., un rabbino moderno, si dice, uno al quale K. chiede di poter mettere una lapide in nome della figlia. Anche se non c’è il corpo, anche se non sa quando è morta, ne come, ne dove.
K. paragona il suo dolore personale alla Shoah, perché in fin dei conti, dice lui, anche in quel caso, non c’erano corpi sotto la lapide posta alla memoria.Deve essere questo il vuoto. La mancanza di un cadavere da piangere sotto una lapide. La scomparsa di un proprio caro, una moglie, un cognato, una figlia. La speranza che sia viva. Il tormento nel non poter mettere la parola fine a quella storia, se non con la propria fine.

K. o la figlia Desaparecida” è la storia di un padre che vede improvvisamente sparire la figlia e si accorge di non averle mai dato la giusta attenzione, impegnato com’era a frequentare circoli letterari yiddish. Non sa più nulla di lei, non sa nemmeno che si è sposata e, soprattutto, con il senno di poi capisce di  non aver colto alcuni segnali di richiesta di aiuto. Dal momento della sparizione K. farà tutto quanto nelle sue possibilità per riuscire a far luce sulla scomparsa. Si rivolgerà a militari, avvocati, delatori, rabbini e chiesa cattolica, proverà a percorrere tutte le strade possibili per riavere indietro la figlia, prima, e capirne più della sua fine dopo.
Immagino che voi siate familiari con l’espressione “muro di gomma”, coniata qui da noi per altre questioni irrisolte per le quali lo stato, più che un alleato, si è rivelato un nemico. In questo caso, il muro che deve affrontare K. è molto subdolo. Oltre ad avergli tolto la figlia, gli fornisce anche un barlume di speranza. Arrivano dunque false piste, avvistamenti, telefonate in cui qualcuno di sconosciuto asserisce che la figlia è sane e salva all’estero. Arrivano conferme di una detenzione che poi vengono negate, per paura forse.
Il risultato è che la figlia, per il governo, non è mai stata arrestata, non è un prigioniero politico, non esiste più ne in questa ne nell’altra realtà.

Il libro è costruito mettendo assieme più voci. Ovviamente la principale è la voce di K., ma a completare il quadro abbiamo le voci degli aguzzini, dei partecipanti al movimento comunista, abbiamo la voce dolorosa di chi ha dovuto assistere alle torture, abbiamo la voce che pone fine al movimento, abbiamo la voce dell’odio della repressione. Abbiamo un quadro completo, noi, lettori privilegiati. Un quadro che manca a K. e lo porterà verso una fine amara.

La tragedia delle sparizioni in Argentina mi è piuttosto familiare. Il mio attaccamento per la letteratura Argentina mi ha portato spesso a frequentare scrittori e storie che raccontavano questa pagina tremenda della storia dell’umanità. Confesso che per ignoranza e/o distrazione, non sapevo che fosse successa una cosa simile anche in Brasile. Mi pare di capire che i numeri siano minori, eppure, il senso di vuoto rimane lo stesso e non può avere un’unità di misura.
Non ci sarà una lapide, ci sarà un cartello che indica una via, uno come tanti, uno come quelli che portano i nomi di dittatori e militari violenti, solo un po’ più in là, in periferia, in modo che la gente riesca dimenticare in fretta un’altra tappa della trasformazione dell’uomo in bestia.

Davvero molto bella e coinvolgente la traduzione di Vincenzo Barca, un libro come questo non ti entra sotto pelle se la traduzione non lo spinge dentro.

Bernardo Kucinski, discendente da una famiglia di ebrei polacchi, è nato a San Paolo nel 1937. Dopo la laurea in fisica, ha sempre lavorato come giornalista per molte testate nazionali e come corrispondente di giornali inglesi. Ha insegnato giornalismo all’Università di San Paolo e, dal 2003 al 2006, è stato consigliere speciale del presidente Lula. Autore di molti testi economici e politici, ha esordito in letteratura con questo romanzo, già tradotto in numerosi paesi.

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