Home Inchiostro - Recensioni di libri indipendenti e non. Eelst e il pinguino del primo maggio

Eelst e il pinguino del primo maggio

written by Emiliano Picco 1 luglio 2013

Diciamocela tutta, nessuno di noi avrebbe mai rinunciato ai contratti che gli “Elio e le storie tese” hanno ottenuto per le pubblicità telefoniche in onda in questo periodo. Logico è anche che il vero fan di Elio (e i suoi simpatizzanti) da un paio di mesi storcano il naso per Pino, il Pinguino appunto. Soliti tormentoni estivi che passano in tv per mesi facendosi odiare nel giro di pochi giorni. Soprattutto perché nell’ultimo “L’album Biango” ci sono un sacco di canzoni che meritano miglior sorte di “Illimitatamente”.

La Canzone Mononota”, geniale e irriverente a Sanremo è il massimo a cui Elio può aspirare in una platea tradizionalista come l’Ariston e diventa l’accalappia-acquisti per un album geniale, artistico, curioso, divertente come di solito sono gli album di questi artisti eclettici.

Gli album degli Eelst hanno sempre una canzone “Tapparella”, una canzone “Parco Sempione” e una canzone “Mio Cuggino” e anche questa volta i ragazzi non hanno tradito. 15 tracce senza motivetti materasso impreziositi dagli interventi di Fiorello, Rocco Siffredi e Finardi e la citazione agli Area che istruisce anche chi non li conosceva, come me, su una parte della storia della musica italiana.

Tra le canzoni con una marcia in più da segnalare “Enlarge (your penis)”, una fotografia assurda della casella di posta elettronica di ognuno di noi, in versione satirica e geniale, “Luigi il Pugilista” che narra le gesta del grande Luigi, boxeur di “classe” e “Complesso del Primo Maggio” che sia per suoni che per evoluzione narrativa rimane per me una delle migliori in assoluto di Elio.

L’album arriva 5 anni dopo l’ultimo e probabilmente seguendo l’onda del successo del popolare talent  “X Factor” in cui Elio è tornato in auge tra grandi e piccini per la sua cultura musicale, serietà e spirito di confronto con gli aspiranti artisti da lui seguiti.

Sinceramente mi stupisce che nonostante questa “consacrazione mediatica”, musicalmente parlando, il gruppo non riesca ancora ad affermarsi totalmente sulla scena italiana. Nonostante spesso l’umorismo e il nonsense siano parte dominante nei testi, in una seconda analisi risultano clamorosamente attuali: chi può dire di non ritrovarsi? Un’abilità, quella di utilizzare scene quotidiane e odierne quasi unica, di cui ne è un esempio illuminante “Lampo”, brano che affronta il tema dell’esasperato uso di smartphone, abitudine di cui ormai la maggior parte di noi abusa.

E “Amore Amorissimo“? L’ultimo video, cantato da Francesco il Pescatore, azzeccattissimo stereotipo dell’italiano di una volta, riprende il mood anni 70/80 della canzone. Sia nel testo che nella melodia ascoltiamo una canzone che potrebbe davvero essere di qualsiasi protagonista di quegli anni. Grazie allo sketch di Fiorello, ricordiamo che fu lui il primo a cantarla su un presunto spartito di Domenico Modugno, in “Il più grande spettacolo dopo il weekend”. Più realisticamente l’ha scritta Rocco Tanica, come precisato più tardi. La spensieratezza che ne trasuda l’ha fatta diventare con ogni probabilità singolo numero 2 dell’album ma va bene così, l’estate è appena iniziata e avere la testa leggera è importantissimo.

Cosa aspettate ad ascoltarlo? Voglio sapere se siete daccordo con me!!!

Commenti a questo post

You may also like

3 comments

paolo 5 luglio 2013 at 0:12

per dire che complesso del primo maggio è una delle canzoni piú belle in assoluto degli elii ci vuole una bella dose di coraggio

Reply
exgiovine 5 luglio 2013 at 9:49

dai tempi di studentessi sostengo che la vena creativa di elio e amici sia in via di esaurimento e questo nuovo CD ne è la conferma: sono ormai la parodia di loro stessi.
Intendiamoci, è probabilmente il miglior CD dell’anno ma nulla a che vedere con i loro precedenti.
Ma del resto hanno inventato da veri geni (nel senso di gene, cioè il creare qualcosa che prima non esisteva) per vent’anni; e quanto può durare la creatività? quale artista o scienziato è riuscito a creare per vent’anni?
Ma va bene così, hanno lasciato qualcosa di memorabile: il CD del vitello è quanto di meglio si possa avere in ambito musicale, senza dubbio il miglior disco italiano di sempre e tra i migliori della storia della musica moderna. Sono comunque contento di essere un loro contemporaneo e poi qualche risata me la strappano ancora.

Reply
Emiliano Picco 5 luglio 2013 at 11:31

Beh in effetti, bella è un aggettivo forte, perchè la bellezza è soggettiva. Quindi sta ad ognuno di noi capire cosa è bello e cosa no, per noi stessi. Però “Complesso del primo maggio” oltre a fotografare la manifestazione in sè, fotografa in maniera perfetta, secondo me, una grande fetta d’italia: l’intro di Finardi, le imitazioni e tutto il resto me la fanno risultare una delle più apprezzate. Però giustissimo concedere a Paolo che bella è un aggettivo sempre difficile da usare. Mentre a Exgiovine lancio una provocazione. Daccordo che 1992 Italian, rum casusu cikty sia il loro disco migliore, però nel non apprezzare quest’ultimo progetto conta anche il fatto che noi non siamo più giovani come lo eravamo nel 1992. Provocazione eh… 🙂

Reply

Leave a Comment

Questo sito usa cookies per darti la miglior esperienza d'uso. Acconsenti all'uso cliccando il tasto "Accetta" o cambia le tue impostazioni cookie.