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Aspettando l’alba

written by Davide Terruzzi 11 luglio 2013

Si dirà che il pessimismo non aiuta a migliorare la realtà, ma si può tranquillamente affermare che minimizzare le reali condizioni dell’economia italiana non sia altrettanto salutare. Anzi, sarebbe da ipocriti oppure da milionari che, fortuna loro, non subiscono gli effetti di una morsa che attanaglia sempre più.

Il lavoro nobilita l’uomo, si dice, ma soprattutto senza lavoro si fa fatica a vivere. Non si può progettare, non si può pensare in grande, non si può mettere su famiglia. Non si ha respiro. Trentacinque fallimenti al giorno, tre aziende muoiono ogni due ore, perché non ci sono soldi e i consumi crollano di anno in anno. Molto semplice, i creditori, altri aziende, non riescono a pagare, mentre lo Stato ha appena ricominciato a saldare i propri debiti nei confronti delle imprese italiane. UnknownE’ quanto fotografa Unioncamere nel suo ultimo rapporto che fissa in statistiche i numeri della crisi, un tunnel da cui non si riesce ancora a uscire, un baratro da cui non si riesce ad allontanarsi innescando la retromarcia.

Nord – Centro – Sud, Est – Ovest, le difficoltà economiche toccano tutti, se è vero che il 10% dei fallimenti di cui sopra avvengono a Milano, la capitale economica dell’Italia. E proprio nei pressi del capoluogo lombardo, a Meda, vicino a Monza, un ragazzo di 26 anni si è suicidato, perché il lavoro non si trovava e non è riuscito a sopportare la situazione. Un caso limite, vero, ma che non va sottovalutato. I problemi dei giovani sono quelli di tutti, perché perdere una intera generazione sarebbe un dramma dalle conseguenze imprevedibili. Creare posti di lavoro, non salvaguardare solamente l’esistente rappresenta la sfida della politica e di tutti gli attori in scena.

Commenti a questo post

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1 comment

Emiliano Picco 11 luglio 2013 at 14:52

Davide sa bene come la penso sull’argomento.. E non è molto daccordo, ma io non vedo altre soluzioni. Ieri il solito personaggio scomodo e bistrattato della politica italiana ha spiegato ancora una volta al paese che “non c’è più tempo”.. Ma non lo fa per propaganda elettorale o per manie di protagonismo, lo fa perchè ha visto l’Italia da un camper. Questo è un paese morto (o che sta morendo). Facciamo di tutto per bistrattare i nostri prodotti, le nostre aziende, le nostre forze. Chi è seduto a Roma, osannato per aver fatto la Santa Alleanza non ha fatto nessuna azione se non rimandare, non può risolvere la situazione. Vive di questa situazione e perderebbe tutti i pregi (soldi vitto alloggio vestiti notorietà auto moto vacanze giorni di lavoro) per la quale ci sfrutta. Facendo le mosse giuste sarebbe già ora un bagno di sangue. Pensate cosa succederà ad andare avanti con la loro gestione. Forse Napolitano mollerà se non ci saranno notevoli passi avanti. Non voglio convincere più nessuno a votare M5S nonostante l’abbia fatto per tanto tempo, Grillo e soci piacciono o si odiano, niente mezzi termini. Ma non si può più scherzare. E’ finito il tempo dei giochi, non si può difendere ancora quei cialtroni che ci hanno portato nella situazione che Davide ha fotografato benissimo. Entrate attivamente in politica se non vi piace M5S fondate il partito del pallone o quello del grano o quello del Vattelapesca e cambiate le cose ma dobbiamo svincolarci da questi cancri che sovvenzioniamo in Parlamento.
Questo è un paese Bellissimo, quando vi dicono che c’è la crisi, che non ce la possiamo fare, che non ci sono i soldi non credeteci. Siamo l’Italia (e purtroppo anche gli italiani) possiamo farcela ma dobbiamo cambiare. Ripartiamo dal Made in Italy.

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