Quattro racconti e un prologo che sembra esso stesso un racconto, questo è il secondo numero di Traviesa. Il tema è il “Trucho“, tarocco.
E’ questo il filo conduttore di questa breve raccolta su rivista. Il Trucho, il tarocco, il falso. Tema che viene declinato dagli autori in diverse accezioni, ognuna personalissima. Dopo il Messia del primo numero è giunto il momento del tarocco.

Avevo già avuto modo di parlare di Traviesa e del primo numero di questa rivista. Avevo apprezzato fin da subito l’iniziativa, l’idea di pubblicare in Italia una rivista di racconti di autori latino americani mi sembrava geniale. Soprattutto considerando che il mercato editoriale italiano apprezza da sempre gli autori latino americani. Oltre alle questioni di mercato c’era però dell’altro. C’era la bontà degli autori pubblicati nel primo numero e questa caratteristiche fondamentale non è cambiata nemmeno nel secondo numero.  Diego Zúñiga, Federico Guzmán Rubio , Javier González e Hernán Vanoli hanno scritto quattro racconti brevi che mi vien da definire “delicati”. Di Zúñiga ho già avuto modo di leggere altro. Caravan Edizioni ha pubblicato un libro molto bello intitolato “Passeremo per il deserto” di cui ho già parlato Passeremo per il deserto. Quindi Zúñiga mi era familiare, gli altri no. “Omega” di Zúñiga è una narrazione dolce e malinconica sul rapporto tra un figlio e l’orologio che gli ricorda il padre, un Omega appunto. E’ una narrazione sul potere dell’immaginazione dei bambini, su quanto siano bravi a caricare di magia qualsiasi oggetto. E’ stato piacevole scoprire a poco a poco anche gli altri autori. Il racconto di  Federico Guzmán Rubio è essenziale, tagliato in maniera cinematografica, Carveriano se vogliamo, sotto certi aspetti. Nulla è superfluo in Las mañanitas e nel rapporto tra i Gringos padroni del lavoro e la famiglia messicana costretta ad una messa in scena per un briciolo di considerazione in più.
Javier González è bravissimo con le frasi secche, dirette e concise. A leggere “La marca” con un metronomo in sottofondo credo che non perderemmo una battuta. Viene da chiedersi se il romanzo che sta scrivendo utilizzerà lo stesso stile.
Ed infine Hernán Vanoli in quella che a mio parere è la storia più storia di tutte quelle presenti su Traviesa Trucho. “Due spade laser” è scritto in maniera egregia, molto narrativo, meno sincopato di “La marca”, più “profondo” di “Las mañanitas”. Un racconto contemporaneo, fatto di Facebook e connessioni 3G di universitari e grigliate. Forse quello dei quattro che preferisco, anche se è difficile scegliere.


Approfitto del sito di Caravan Edizioni per riportare qui l’idea che sta alla base del progetto Traviesa.
E infine c’è traviesa: nella ricerca di giovani autori sudamericani, Caravan ha incontrato il collettivo Traviesa, un gruppo di scrittori argentini, cileni, uruguaiani, guatemaltechi, boliviani, messicani, colombiani, cubani, peruviani e spagnoli riuniti nel blog mastraviesa. Il collettivo edita trimestralmente un’antologia a tema, pubblicata come ebook in versione spagnola e inglese, che noi di Caravan abbiamo deciso di portare in Italia.

La traduzione dei racconti presenti su Traviesa è stata affidata a Vincenzo Barca che ha fatto un ottimo lavoro, come al solito direi.

Ecco gli autori che hanno scritto su Traviesa – Trucho. Ci metto anche Federico Falco che, pur non avendo scritto un racconto vero e proprio ha prodotto un prologo per spiegare il Trucho che merita di essere letto come se fosse un racconto.

Federico Falco è nato a Córdoba, in Argentina, nel 1977. Ha pubblicato il volume di poesia Made in China (2008), le raccolte di racconti 222 patitos (2004), La hora de los monos (2010) e il romanzo Cielos de Córdoba (2011).

Diego Zúñiga è nato a Iquique, in Cile, nel 1987. Lavora nella rivista Qué Pasa ed è direttore della rivista letteraria online 60watts.net. Ha partecipato ad alcune antologie e ha vinto nel 2008 il premio “Concurso de creación literaria joven Roberto Bolaño” con il romanzo Malasia (tuttora inedito), ottenendo poi dal Consiglio Nazionale della Cultura e delle Arti cileno una borsa di studio per lavorare a un romanzo. Nel 2011 vince il premio “Juegos Literarios Gabriela Mistral” con Camanchaca, titolo originale di Passeremo per il deserto. Il suo secondo romanzo, Racimo (Random House, 2014) è basato sulle vicende di Alto Hospicio, località nel nord del Cile, dove, tra il 1988 e il 2001, quattordici ragazze furono barbaramente uccise da un serial killer.

Federico Guzmán Rubio (Città del Messico, 1977). Ha pubblicato i romanzi Los andantes (2010) e Será mañana (2012).

Javier González (Bogotá, 1967). (Colombia). Sta scrivendo il suo primo romanzo.

Hernán Vanoli (Buenos Aires, 1980). Ha pubblicato il volume di racconti Varadero y Habana Maravillosa (2009) e i romanzi Pinamar (2010) e Las mellizas del Bardo (2012).


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