Helen Humphreys – Cani selvaggi

by Gianluigi Bodi

Se guardate la pagina della rassegna stampa sul sito Playground per il libro “Cani selvaggi” di Helen Humphreys vi viene da pensare che parlare ancora di questo libro, a distanza di anni dalla sua pubblicazione, sia superfluo.
Fortunatamente parlare di libri raramente è superfluo e inoltre, ad Aprile 2015 Playground pubblicherà una nuova versione di “Cani selvaggi” con grafica rinnovata.

Partiamo dalla trama. Per motivi diversi un certo numero di cani viene allontanato dai rispettivi padroni e finisce per rifuguarsi in un bosco dove formano un branco. I proprietari dei cani, sei per la precisione, decidono di andare ogni sera ai margini del bosco e chiamare a gran voce gli animali esiliati nella speranza che questi ritornino.
Il romanzo è corale, la storia viene raccontata a più voci, voci che si intrecciano e danno un quadro definitivo. Per cui abbiamo Alice che soffre per amore nei confronti di Rachel, Rachel che si sente soffocare da questo amore. Lily, ragazza con problemi mentali che decide all’improvviso di addentrarsi nel bosco, Malcom che cerca di sfuggire alla pazzia attraverso la pittura, il giovane Jamie che ha un patrigno violento e che non trova un punto di equilibrio, Walter il cacciatore che avrà un ruolo chiave nelle faccende di questa storia e che decide che l’assoluzione non fa per lui e così via.
Ci sono tante storie che si intrecciano e tutte girano attorno a sentimenti che proviamo anche noi quotidianamente. L’amore, il senso di appartenenza, il senso di smarrimento, la speranza di trovare un punto di equilibrio e di essere accettati da qualcuno. I sei che si riuniscono ai margini del bosco sono degli outsiders, dei disatattati (diremmo ad uno sguardo superficiale), sono persone che nella vita hanno perso più di quanto hanno ottenuto e la perdita del loro cane sembra essera la goccia che fa traboccare il vaso.
Helen Humphreys ci regala un libro toccante, difficile, pieno di asperità. Una scrittura asciutta e malinconica ci accompagna per tutto il dipanarsi delle umane questioni. Non è un libro da prendere sotto gamba. Ogni pagina da vita ad una serie di riflessioni che rende la lettura di “Cani selvaggi” un’opera di introspezione di se stessi. Quante volte siamo stati traditi, quante volte abbiamo tradito? Quante volte abbiamo lasciato perso un cuore e abbiamo sperato con tutte le nostre forze che questo ritornasse da noi?
Sono domande che costituiscono quello che siamo, quello che siamo diventati.
Mi rendo conto che “Cani selvaggi” ha talmente tanti spunti di lettura che le interpretazioni potrebbero essere molteplici. Anche se Alice è indubbiamente il personaggio principale non si può negare che i “racconti” delle altre voci coprotagoniste assorbono completamente la nostra attenzione. Ci ritroviamo ad essere dei ragazzini in cerca di un nuovo inizio, dei vecchi sul viale del tramonto che cercano un motivo per andare avanti, delle ragazzini che devono contrastare meccanismi più grandi di loro. Siamo i personaggi di “Cani Selvaggi” e ad ognuno di loro, alla fine delle lettura, portemo via qualcosa.


La forza di Playground è quella di credere negli autori contemporanei e di spalleggiarli nel loro percorso tra lettori e critici. La Humphreys è una di questi autori. Una voce forte e tagliente che rifugge la banalità. E’ giusto scommettere sugli autori che si pubblicano, è giusto rischiare.

La traduzione di questo libro complesso è stata affidata a Caterina Cartolano e Daniela Fortezza. Una coppia di traduttrici davvero in gamba che è riuscita, secondo me, a cogliere appieno lo spirito e la sensibilità di “Cani Selvaggi”.

Helen Humphreys

La nuova copertina de “Cani selvaggi”

Helen Humphreys (1961)
Scrittrice e poetessa canadese. Nel 1997 il suo romanzo Leaving Earth ha vinto il prestigioso premio letterario City of Toronto Book Award. Il suo secondo romanzo, Afterimage, è stato segnalato fra i dieci romanzi più significativi dell’anno da The New York Times e ha vinto il Rogers Writers’ Trust Fiction Prize.
Il giardino perduto (2002) è stato selezionato dal Canadian Broadcasting Corporation (CBC) e dal Canada Reads Selection e il romanzo Coventry (2008) è stato diverse settimane ai vertici delle classifiche canadesi.
Nel 2009 Helen Humphreys ha vinto il prestigioso l’Harbourfront Festival Prize e nel 2012 è stata finalista al Canadian Authors Association Award con La verità, soltanto la verità .
Di Helen Humphreys Playground ha già pubblicato Cani selvaggi (2007), Il giardino perduto (2009), Coventry (2010), La verità, soltanto la verità (2011) e Notturno (2013).


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