Home Inchiostro Fresco - Recensioni di libri letti da Gianluigi Bodi Ricordi in macerie – Luis S. Krausz

Ricordi in macerie – Luis S. Krausz

written by Gianluigi Bodi 20 marzo 2015

C’è qualcosa, nel rovistare nel nostro passato, che assomiglia al camminare tra le macerie di una città che non c’è più. Muoversi a passo lento, a piedi scalzi, senza sapere se stiamo cercando qualcosa o se sarà questo qualcosa a trovare noi. I ricordi sono un po’ così, arrivano all’improvviso, nascosti negli angoli più buii.

Ricordi in macerie” di Luis S. Krausz è dunque una passeggiata tra presente e passato dove il passato è una terra inghiottita dal nazismo e il presente un Brasile tropicale in estremo contrasto con la fredda Vienna. Krausz viaggia attraverso la città che lo ha adottato e ripensa, rivede, la storia della sua famiglia. La storia di un popolo costretto a scappare.
E qui si innesta il concetto di drueben, l’altra parte. Quell’altra parte che è sì la terra d’origine, il luogo di formazione sentimentale e sensoriale, ma è anche l’inferno dal quale fuggire, è anche la dimora di una delle manifestazioni del male più tremenda che l’uomo ha creato.

La lingua di Krausz è densa, qualcosa che sembra essere costruito per trattare con la materia del ricordo. Il tono è elaborato, quasi accademico a tratti (Krausz è un professore) nella descrizione dei particolari. Tutto il testo è pervaso da una vena di malinconia, quella consapevolezza di essere stati sradicati da un luogo e di non aver più nessuna possibilità di riprenderne possesso.

Impare a ricordare, aldilà della “Giornata della memoria” significa imparare a capire che la sofferenza è passata anche attraverso atti concreti. Attraverso la mancanza di scelta, l’obbligo alla fuga. Soprattutto significa anche capire che almeno due o tre generazioni hanno sentito su di loro la privazione della propria terra. Un vuoto che è difficile da colmare.

Giuntina “L’ebraismo a portata di libro” è qualcosa che non sarebbe nemmeno necessario definire, citare. Se penso all’ebraismo, alla divulgazione dell’ebraismo penso a loro. I due concetti sono inscindibili. Direi che un occhio al loro catalogo non può che rafforzare anche in voi questa idea.

Luis S. Krausz è nato nel 1961 a San Paolo in una famiglia ebraica fuggita da Vienna prima della guerra. È scrittore e traduttore nonché docente di letteratura ebraica all’Università di San Paolo. Ha studiato filologia classica ed ebraico alla Columbia University, all’Università della Pennsylvania e all’Università di Zurigo. È autore di diversi saggi. Questo è il suo primo libro pubblicato in Italia.

La traduzione di questo libro è ad opera di Vincenzo Barca, che già ho avuto modo di incontrare altrove. La lingua di Krausz non è facile, il libro non ti lascia molto spazio per la tragua, impegna il lettore. Immagino che la traduzione non sia stata una passeggiata, per cui è giusto far notare che la trasposizione in italiano di Barca è ottima.

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