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Joe R. Lansdale

written by Claudio Marinaccio 23 marzo 2015

Joe R. Lansdale è nato a Gladewater, Texas, il 28 ottobre 1951 e fa parte di quella cerchia ristretta di scrittori che riescono a spaziare da un genere all’altro con estrema nonchalance riuscendo, però, a mantenere sempre uno stile personale e riconoscibile; il loro libri trasudano personalità ad ogni frase. Dopo poche pagine si percepisce la mano e la mente dell’autore in questione: Lo “stile Lansdale” è composto da un impasto, ottimamente amalgamato, di storie intrise di violenza e ironia in cui spesso gioca con gli stereotipi, smontandoli e rimodellandoli a suo piacimento e lo fa con un linguaggio diretto e pulito e con una scrittura molto dettagliata. I suoi personaggi sono estremamente umani, nei pregi e nei difetti. Sono persone reali che sanno innamorarsi follemente ma sanno anche giustificare il proprio odio. E ritornano, diventando quasi nostri amici, durante i venticinque anni di pubblicazione seriale. Come, ad esempio, Hap & Leonard, due personaggi estremamente differenti tra loro che compongono una delle coppie di detective più strane della letteratura: il primo un bianco, figlio della working class, liberale e donnaiolo; il secondo nero, veterano della guerra del Vietnam, repubblicano e gay. Lansdale non ha timore di narrare scazzottate epiche in stile Kung-fu movie orientale (una delle passioni più grandi dell’autore sono le arti marziali), parlare di sesso (quello vero), e armi da fuoco ma anche descrivere conflitti morali ed esistenziali in maniera vivida e reale.
L’autore nei suoi libri dimostra un’immensa cultura che raccoglie profonde conoscenze letterarie di alto livello che sa mescolare sapientemente con la sottocultura pulp e cinematografica non dimenticando i fumetti, dimostrando una sincera onestà intellettuale difficile da trovare in altri autori. La sua è scrittura di intrattenimento che nasce da una mente colta e raffinata. Inoltre un elemento fondamentale di tutta la produzione di Lansdale è il Texas, luogo in cui è cresciuto e dove tuttora vive, che oltre ad essere uno dei più famosi stati degli USA diventa per lui uno stato mentale, come lui stesso definirà citando John Steinbeck. Il Texas è un luogo che ha il sapore antico dei cowboy e i colori sbiaditi di una vecchia fotografia d’epoca, un posto dove il tempo sembra scorrere più lentamente e che Lansdale non usa solo come scenografia, con lui diventa un aspetto culturale e morale che giustifica le azioni dei suoi personaggi, nel bene e nel male.
Joe Lansdale ha scritto più di quaranta romanzi e moltissimi racconti, lavorato a sceneggiature e fumetti creando prodotti che sono sfrontatamente allettanti, stringendo energicamente la mano alla critica, facendogli anche un po’ male, e ammiccando al grande pubblico.

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L’autore mi ha concesso una breve intervista :

La tua immensa capacità di spaziare da un genere all’altro rendono difficile etichettarti. Un elemento che, però, unisce tutta la tua immensa produzione è lo “stile Lansdale”: la violenza, l’ironia e soprattutto i contrasti (come ad esempio i personaggi di Hap & Leonard). Pensi che stereotipare o etichettare sia un modo commerciale e sociale di semplificare le cose?

Penso che serva, come spunto, ma il fatto è che queste etichette spesso vengono prese così sul serio che i libri che non assecondano un terreno già stabilito finiscono per essere ignorati, o per finire in un angolo, accantonati al punto da non ricevere l’attenzione che meriterebbero. Penso che ci preoccupiamo troppo delle etichette.

Quali sono gli elementi in comune tra la letteratura e le arti marziali?

Concentrazione. Economia del movimento. Spontaneità. Un equilibrio di tecnica. Ce ne sono di più, ma questi mi vengono in mente immediatamente.

Qual è il libro di un altro autore o un fumetto da leggere assolutamente e perché?

L’elenco sarebbe troppo lungo. Amo sempre Il buio oltre la siepe di Harper Lee, o Le avventure di Huckleberry Finn di Mark Twain, ma ce ne sono sicuramente mille altri.

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L’intervista in versione originale

Your immense capacity to range from one genre to another make it difficult to label you a specific type or writer. Although, one element that combines all your big production is the “Lansdale style”: violence , irony and above all the contrasts, such as the characters of Hap & Leonard.
Do you think stereotyping or labeling is a way to commercially and socially simplify things?

I think it has some place, as it can be a guide, but the problem is it’s taken so seriously that books that don’t fit nicely into an already established groove can be ignored, or fall between the cracks to such an extent they don’t get the kind of attention they might deserve. I think we worry way too much about labels

What are the elements in common between literature and martial arts?

Focus. Economy of motion. Spontaneity. A balance of technique. There are more, but those come to mind immediately

Which book by another author or a comic book is a must read, and why?

This list would be too long. I always love TO KILL A MOCKINGBIRD by Harper Lee, or HUCKLEBERRY FINN by Mark Twain, but there are certainly others.

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Ringrazio Nicola Manuppelli per l’aiuto nella traduzione dell’intervista.

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