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Non sappiamo mai quello che ci aspetta. Quori cuadrati di Alessandro Turati.

by Gianluigi Bodi

Coordinate.
Titolo del libro: “Quori cuadrati”
Autore: Alessandro Turati
Casa editrice: Neo Edizioni
Anno: 2020

La questione è molto semplice. In linea di massima, leggendo un libro di Alessandro Turati non saprete mai quello che vi aspetta, non solo quando voltate la pagina, ma anche all’interno della stessa frase. Siete convinti che la frase finirà in un modo e invece non accade, Turati vi spiazza. A mitigare questo effetto, almeno per me, è venuto buono il libro precedente, quel “Briciole ai piccioni” di quattro anni fa che avevo letto e recensito e che in qualche modo mi era servito da introduzione al mondo letterario e mentale di Alessandro Turati.

Semplificare questo libro attraverso la stesura di una trama che ne riassuma i punti chiave e dia un’idea di cosa accade in “Quori cuadrati” è un impresa che si rivela molto complessa.

Seguiamo il segmento di vita del protagonista Uno Marković mentre si muove all’interno della provincia italiana. Uno ha uno sguardo profondo, sembra cogliere le infinite sfumature e gli infiniti messaggi che gli si parano davanti agli occhi e ha compreso che la vita di ognuno di noi è ciò che sta in cima ad una pila di errori che più o meno tutti commettiamo.

Ma “Quori cuadrati” è anche la storia di un incontro fulminante. Una storia d’amore che si consuma come un fuoco, che inizialmente sembra avere il potere di curare le ferite di Uno, ma che poi diventa parte dei rimpianti, delle cose che non sono state. Sembra sempre che, ad ogni incontro, Uno prenda qualcosa dagli altri, ma sia anche costretto a lasciare qualcosa di sè a loro.

Nel viaggio che Uno intraprende nelle pagine di questo libro ci sono incontri assurdi, personaggi che compaiono e scompaiono all’improvviso, che modificano leggermente il percorso del protagonista; ci sono dialoghi che a volte non hanno sbocchi, che pongono domande alle quali non sembrano esserci risposte; sono dialoghi secchi, imprevedibili che impreziosiscono la lettura.

In “Quori cuadrati” Alessandro Turati ci dà un ulteriore esempio del suo stile di scrittura, di quella capacità innata di stravolgere e piegare le frasi a proprio vantaggio per lasciarci sempre in un perenne stato di sospensione e di incredulità, lo stesso con cui abbiamo a che fare ogni volta che nella notte ci fa visita un sogno, frammentato e di difficile comprensione.

Per leggere “Quori cuadrati” di Alessandro Turati bisogna essere in grado di farsi trasportare dalla frase, dalle parole; non opporre resistenza al flusso. Perché credo non ci siano tanti altri autori in grado di percepire la realtà come la percepisce Turati, a tratti si ha la sensazione di essere trasportati in un’altra dimensione letteraria, un caos controllato che ci mostra l’interno della mente dello scrittore.

Alessandro Turati è nato a Lecco il 22 febbraio 1981. Laureato presso l’Università Degli Studi di Milano, lavora ogni anno in un settore differente. Per Neo Edizioni ha pubblicato Le 13 cose nel 2012 e Briciole dai piccioni nel 2016.

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