Home Inchiostro Fresco - Recensioni di libri letti da Gianluigi Bodi Più piccolo è il paese, più grande è Davide Bacchilega. Ultime uscite.

Più piccolo è il paese, più grande è Davide Bacchilega. Ultime uscite.

by Gianluigi Bodi

Pensieri sparsi.

Venivo da un altro libro di Davide Bacchilega. Un libro che mi era piaciuto e che avevo recensito e, come è giusto che sia in questi casi, il libro successivo porta su di sé un carico pesante. L’ultima uscita di un libro è carica di aspettativa. L’aspettativa è una malattia. Riduce lentamente in brandelli tutto ciò che facciamo, lo priva di entusiasmo. E, come se non bastasse, ho letto”Più piccolo è il paese, più grandi sono i peccati” in un momento in cui facevo fatica a concentrarmi.
Quindi, con queste premesse nefaste, vi dovreste fare un’idea del parere che ho di questo libro, solo per il fatto di averlo letto con così tanta partecipazione da divorare le ultime 100 pagine togliendo tempo a tutto quello a cui potevo togliere tempo.

Un po’ di trama senza spoiler.

La storia è quella di un paese della ridente provincia romagnola, uno di quei posto che d’estate brillano di olio solare, granatine e costumi colorati e che d’inverno sprofondano nella nebbia. Un paese così simile a dove ho vissuto da fare in modo che io trasportassi con la mente le parole di Bacchilega dai suoi luoghi ai miei luoghi. Siamo a Dicembre, precisamente qualche giorno prima di Natale. Michele è un cronista di Romagna Sera, si occupa di nera ed insegue con caparbietà ogni singolo delitto cruento. A dargli le dritte c’è Gola Profonda, un poliziotto. Sotto Natale avviene un delitto efferato, qualcosa che non si può nemmeno descrivere.

Attorno a questo delitto girano Michele e il suo rapporto con Marta, girano alcuni personaggi ben in vista che frequentano il Rotary, ma soprattutto gira Mauro, un Tanatoprattore (un aggiusta cadaveri) con disturbi facilmente riconducibili allo spettro dell’autismo. Accanto a lui tre prostitute, un pappone e altri personaggi singolari. Tutto questo per cercare di capire chi è il serial killer che si aggira tra la nebbia, perché sta uccidendo e cosa vuole ricavarne.

Davide Bacchilega condisce tutto quello che scrive con una buona dose di ironia. C’è un’alternanza di scene toccanti e di scene al limite del ridicolo. Ad esempio alle sorti del piccolo Pavel affiancherei arrigosacchi, cane con un problema invadente di diarrea.
La sua scrittura è maturata, anche se questo libro è una versione rivisitata e corretta di un lavoro di qualche anni fa, il tratto sembra più maturo del lavoro precedente. Il lavoro sui dialoghi è evidenti, resta la stessa voglia di procedere per strappi, per prese per i fondelli, ma più contenuta, più adagiata al reale.

E per concludere?

Quello di Davide Bacchilega è, indubbiamente, un thriller e, se non fosse contrario ai miei principi, ve lo indicherei come lettura estiva. Solo che magari voi, sotto l’ombrellone, volete cose facili, premasticate, predigerite, pre… Ed invece, qui, Bacchilega, alla trama da romanzo giallo, affianca una carrellata di personaggi ben delineati, un’analisi profonda delle persone. A punto che spesso dimentichi di essere alle calcagna dell’assassino e ti affezioni alle persone sperando che sopravvivano. Spesso non succede.

Chi è l’autore?

Davide Bacchilega è nato a Lugo (RA) nel 1977. Attualmente vive a Lugo e lavora a Bologna in un’agenzia di comunicazione. Ha pubblicato “I romagnoli ammazzano al mercoledì” (Las Vegas edizioni, 2014), “Bad news” (Giulio Perrone Editore, 2011), di cui questo romanzo è la versione riveduta e corretta, “Deep Blue Hotel” (I fiori di campo, 2006) e “White Russian” (Incontri editrice, 2005). Diversi suoi racconti fanno parte di raccolte edite da Marcos y Marcos, Stampa Alternativa, Giulio Perrone.

 

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