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Consigli per diventare uno scrittore di successo – La lista

written by senzaudio 26 giugno 2013

Mentre il flusso delle vostre richieste d’aiuto non accenna ad interrompersi, ci siamo finalmente decisi a toccare un tema molto particolare che verrà trattato in due parti. La prima, quella odierna, parlerà della categoria delle liste, mentre la seconda, la prossima settimana, si soffermerà su una particolare tipologia di queste liste.
Allora, volete ancora diventare scrittori di successo, ma vi rendete conto che con la vostra scarsa cultura, l’italiano precario e sgrammaticato, le poche e confuse idee, non farete molta strada? Nonostante tutti i citati difetti siete riusciti comunque a leggere le puntate precedenti della rubrica ma non vi avete trovato una fonte di conforto? Bene, oggi il vostro maestro ve la mette giù molto semplice. Oggi si parla di numeri. I numeri li conoscete, giusto?
Uscite di casa, entrate in una libreria, che per chi non lo sapesse o non fosse pratico è uno dei luoghi deputati alla vendita dei libri. Sì, certo, i libri non si vendono solo nel supermercato sotto casa, pure le librerie ne hanno alcuni.
Comunque, entrate in questa libreria, meglio se una grande, una di una grande casa editrice. Di solito sono quelle librerie lì a dare più spazio alle cazzate di cui voi potreste diventare esponenti. Se iniziate a girare tra i banchetti, avrete la piacevole sorpresa di vedere numeri ovunque senza nemmeno dover aprire le pagine di un libro qualsiasi.
In bella mostra, uno vicino all’altro, ci sono manuali che vi consigliano i 5 modi per farvi crescere il pizzetto, le 7 verità sui tre misteri di Fatima, le 4 regole auree per uscire con la figlia del vicino, i mille gatti di Venezia, le 13 meraviglie del mondo e così via.
Vi basterà trovarvi un argomento a caso, fatevene prestare uno se siete a corto di idee. Io ad esempio so che manca qualcuno che abbia trattato con serietà il tema dei calli ai piedi, e anche il tema dei riccioli d’oro è un po’ messo in disparte. Comunque, individuate un tema a caso che vi ispiri anche solo un minimo di simpatia, buttate sul tavolo due dadi, che numero è uscito? L’11? Bene, ecco a voi il titolo perfetto: 11 ragioni per cui io no.
Vedete, la cosa è molto più semplice del previsto. Vi basta fare uscire dalle vostre teste un numero qualsiasi, trovare una tematica a cui nessuno ha ancora pensato (ma non è necessario, lo sapete che la gente ama leggere più libri sullo stesso argomento – sì, la gente legge e capita pure che legga più di un libro nella vita) , mettete assieme le due cose e il titolo, che sappiamo essere la parte più complessa dello scrivere, è fatto.
Vi rimane da trovare il contenuto. Nulla di più facile, ve lo assicuro.
Poniamo che i dadi e la vostra immensa creatività vi abbiano portato ad un titolo come questo: 9 modi per dire ti amo. Il passo successivo sarebbe, come già espresso sopra, quello di riempire la copertina del libro con almeno un centinaio di pagine (carattere grande e spaziatura larga) con del contenuto che almeno in parte entri nell’orbita del titolo. Per far ciò non serve che vi arrovelliate poi tanto il cervello, non serve mettere in moto la vostra materia grigia (se ne avete) basta che usciate di casa (vi stupireste se scopriste quante cose succedono lontano dalla TV) e prendiate le prime nove persone che vi si parano davanti. A loro dovreste porre la domanda: mi scusi, secondo lei qual è un bel modo per dire ti amo?
Dimenticavo, portatevi un registratore portatile. Dubitiamo infatti che siate talmente in esercizio da riuscire a prendere degli appunti mentre le persone interpellate si lasciano andare a ricordi e sospiri. Se vi ritenete soddisfatti del risultato avete già scritto un libro. Se non lo siete, non vi basta altro che cercare qualche altra persona per rimpinguare il materiale buono e, questo ve lo lascio come consiglio extra, se vedete che le idee sono tante e vi secca buttarle, potreste sempre uscire dopo qualche mese con il seguito del vostro libro: Altri 9 modi per dire ti amo. Visto, quanta semplicità in tanta bellezza. Con poche mosse ben assestate anche voi sarete in grado di mandare alle stampe un manualetto che vi aprirà la porta dell’elite intellettuale italiana (e pure straniera se avrete la fortuna di essere tradotti).
Suvvia, che state aspettando ancora, alzatevi da quella sedia, riponete il panino, spegnete il computer, mettetevi i pantaloni e uscite di casa, il vostro primo libro vi aspetta.

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