Home Inchiostro - Recensioni di libri indipendenti e non. Carlo H. De’ Medici – Gomòria – Cliquot – Una recensione.

Carlo H. De’ Medici – Gomòria – Cliquot – Una recensione.

by Gianluigi Bodi

Non c’è un aspetto di questo libro che NON mi sia piaciuto. Appena estratto dalla busta con cui è arrivato si è rivelato in tutto il suo splendore. Al tatto è stata subito amicizia, l’odore, poi, non ne parliamo: sa di libro vero e chi ama il libri ha già capito cosa intendo. La copertina poi è una cosa che non si vede tutti i giorni. Il rosso, il bianco e il nero creano un’atmosfera diabolica, lo sguardo di Gomòria è tagliente e freddo, fa venire i brividi. é appoggiata su una pila di libri, la conoscenza satanica, una luna possente e rossa le cinge le spalle e ha un gatto nero che si staglia nella notte ed è fedele compagno nell’oscurità.

Questo per quel che riguarda il primo impatto con il libro. All’interno la magia nera continua. Ci sono altre illustrazioni, originali, dell’autore. Quel Carlo Hakim De’ Medici di cui nulla sapevo. Le pagine lasciano sulle dita un ricordo percettibile anche dopo la chiusura libro. Leggere Gomòria è un’esperienza sensoriale che al giorno d’oggi è rara.

Ma il testo? Perché soffermarsi così a lungo sulla materia di cui è fatto il libro e non parlare di ciò che c’è dentro. Giusto appunto. Procediamo.

La storia raccontata da Carlo H. De’ Medici è quella di Gaetano Trevi, un uomo che ha ereditato un’enorme fortuna dai propri genitori, che vive in una reggia e l’ha arredata nella maniera più vistosa possibile, quasi a voler esternare la sua personalità. Verrebbe da pensare a un Vittoriale prima maniera. Gaetano Trevi ha però ereditato anche una salute cagionevole e un carattere inquieto. Nulla sembra toccarlo davvero, nulla sembra avere importanza nella sua vita. Si abbandona ai piaceri della carne, scavando nella lussuria, con la complicità di Matelda la Rossa, pronta soddisfarlo mostrandogli nuovi modi per godere della propria carne. Ma nemmeno questo può frenare l’inquietudine del Trevi. Decide di traviare una giovane donna, facendola entrare in un circolo di perdizione, traviandola. Quella donna, Zimzerla, ormai corrotta, lo accompagnerà nell’esilio Maremmano, esilio dovuto ad un’improvvisa bancarotta che, ancora una volta, non tocca Gaetano Trevi nel profondo.

Zimzerla, una zingarella lussuriosa, lo prende per mano, ne espone la bestialità dei desideri, lo accudisce mentre Gaetano Trevi sprofonda tra le mura della proprietà di Malanotte. Una proprietà segnata da un passato tetro, una proprietà che nessuno è disposto a comprare.
Zimzerla si rivela una guida fuori dal comune, mostrerà al Trevi la bellezza diabolica dei libri della biblioteca, libri terrificanti (Carlo H. De’ Medici ne fa un elenco ben dettagliato che mette i brividi) e tra questi libri, tra gli scaffali della biblioteca si compie la chiamata a Gomòria.

“Gomòria” è un libro modernissimo, scritto in una maniera ipnotica. La lingua, pur essendo vecchia di cent’anni mantiene una freschezza che la rende leggibile anche ai nostri tempi anzi, la qualità della lingua, quel suo essere in sospeso tra un passato che ci sembra lontano e un presente fin troppo ingombrante rende un servizio eccelso alla storia. Le atmosfere cupe e irrazionali, i barlumi freddi nello sguardo di Gaetano Trevi sono scintille che escono dalla pagina e ci fanno rabbrividire.

La cura che Cliquot ha messo nel confezionare questo volume è encomiabile. La versione in mio possesso è quella “normale”. Ne hanno prodotta un’altra, in numero limitato, che vi consiglio di andare a cercare e comprare. “Gomòria” è un libro da tenere nella vostra libreria e mettere in mostra, senza la paura che risvegli demoni, se non in voi stessi.

Di Carlo H. De’ Medici (1877-19??) si hanno scarne notizie. Visse per molti anni a Gradisca d’Isonzo; fu giornalista, scrittore, illustratore e studioso di scienze occulte. Si dedicò in prevalenza alla narrativa gotica. Oltre a Gomòria (1921), ricordiamo Leggende friulane (1924), I topi del cimitero (1924), tutti illustrati dall’autore, e Nirvana d’amore (1925). Scrisse anche testi di occultismo ed esoterismo di difficilissima reperibilità.

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