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In viaggio con Fabi Silvestri Gazzè

by senzaudio

Può un Viaggio di 3 ore essere così intenso e vibrante senza averti spostato di un metro? Quello che si è consumato al Forum questo lunedì è un viaggio nell’animo della musica italiana. Uno di quegli eventi che ti rimette in pace con la società e con la musica de noantri. Uno spettacolo studiato e organizzato per colpire il pubblico, tra l’altro variegatissimo e lasciargli/lanciargli un messaggio da non scordare facilmente.

Sono un’amante della musica e in vita mia mi sono annoiato solo a un concerto e mezzo: J-ax e Max Pezzali. Entrambi italiani. Per cui quando mi avventuro in questi eventi sono sempre un po’ dubbioso. Il disco uscito poche settimane prima è stato, però, talmente sorprendente da lasciarmi in fondo in fondo tranquillo e pronto.

Scoprire che in fondo in fondo pronto lo ero solo fino a un certo punto è stato bellissimo. Fabi Gazzè e Silvestri sono degli ottimi cantautori e degli ottimi musicisti e tutte le scelte fatte in questo spettacolo mi hanno fatto felice.

E’ Alzo le mani ad aprire le danze quando un piccolo cubo, sbocciando, si trasforma in un piccolo palco (in memoria di quei piccoli locali dove tutto cominciò a Roma tanti anni fa) con quell’atmosfera e partecipazione particolare da parte di tutti. Lo schema del live sarà caratterizzato da un’alternarsi di canzoni del nuovo album e successi dei singoli come Occhi da orientale di Silvestri e Una buona idea di Fabi prima de Il timido ubriaco di Gazzè.

Il palco cambia, un telo nasconde la band alle spalle del trio che dopo le prime canzoni, suonate quasi in acustico, si fa accompagnare in A bocca chiusa, Il solito sesso ed È non è, senza mostrare gli strumenti. E’ in Come mi pare che il telo scompare  e mostra Misiti, Monterisi, Angelini, De Domenico, Viterbini e il grandisismo Josè Ramon Caraballo Armas, una band veramente di tutto rispetto, ma come dichiarato da Silvestri, prima di tutto un gruppo di amici di una vita.

Vento d’estate e la sempre emozionante Il mio nemico fungono da ottimo apripista per lo “scontro” tra Fabi e Gazzè gestito da Silvestri. Sulle parole de L’avversario, alternano brevi estratti di alcuni loro brani (Annina (Gazzè) / Rosso (Fabi) / L’uomo più furbo (Gazzè) / Dica (Fabi) / Le cose in comune (Silvestri)) in un mix efficace e perfetto, divertentendo platea e tribune gremiti quasi in ogni ordine di posto.

L’amore non esiste introduce l’argomento principale e il fulcro del concerto. Life Is Sweet nelle immagini del viaggio in Sud Sudan e della Ong Medici con l’Africa Cuamm, Mentre dormi di Gazzè, che Fabi comincia col permesso di Max per una cover molto bella e Costruire di Fabi racchiudono il messaggio che questo gruppo vuole dare a tutti quelli che ascoltano cantano e partecipano alle loro canzoni. Il messaggio è quello dell’amore, dell’esaltazione del collettivo rispetto al singolo, della solidarietà tra esseri umani.

L’autostrada di Silvestri con una splendida cover di Ramon di Corazon Espinado ci prepara al secondo medley Capelli (Fabi) / Y10 bordeaux (Silvestri) / L’amore pensato (Gazzè). Il concerto ormai non si ferma più.. Cara Valentina, Il Negozio di Antiquariato, la sempre divertente Testardo, La favola di Adamo ed Eva, Lasciarsi un giorno a Roma e la canzone forse più famosa del concerto Salirò.

Quando mi hanno detto di questo concerto ammetto di essere stato convinto da Silvestri più che dagli altri due. Fabi lo consideravo un po’ piatto e mediocre, Gazzè so che nel popolo ha un grande riscontro ma non mi fa impazzire. Ho dovuto ricredermi praticamente su tutto. Fabi è carico e travolgente sul palco e ha anche una voce migliore di quella che esce di solito dai cd, Gazzè il “cialtrone” del gruppo invece è un trascinatore e ha le canzoni che smuovono meglio il Forum. Silvestri rimane per me una spanna sopra gli altri e se mai ci fosse stato ballottaggio, quel “Ma che cazzo è? Il Gioca Jouer?” rivolto a Gazzè su La favola di Adamo ed Eva avrebbe chiuso i giochi.

Detto questo “La coralità, il collettivo vincerà sempre sul singolo!” Silvestri docet. Quindi prima pausa dopo quasi 2 ore di musica e Valerio Mastandrea, vestito da clown, riempie il monitor con una recita de La preghiera del clown, grande citazione di Totò sull’importanza dell’arte e dello spettacolo nella società.

Il ritorno sul palco è all’altezza del finale di un concerto del genere, con Sornione, Una musica può fare, Gino e l’alfetta e Sotto casa, forse i pezzi di spicco dei protagonisti. Altra piccolissima pausa prima dell’abbraccio finale del pubblico per Il padrone della festa, scelta azzeccatissima oltre che canzone bellissima. La chiusura rende giustizia allo spettacolo: esce prima Silvestri, seguito da Gazzè e poi Fabi, poi i musicisti sempre uno alla volta e via dietro le quinte.

Sembra finita invece tutti al gran completo tornano sul palco con Fabi Silvestri Gazzè mentre il pubblico non riesce a staccarsi e a tornare alle proprie automobili e metropolitane. E’ l’abbraccio finale di Milano agli splendidi autori/attori di un concerto assolutamente con la V maiuscola.

@emilianopicco

 

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