Tommaso Lisa – Memorie dal sottobosco – Un coleottero dei funghi

Chi conosce la casa editrice Èxòrma sa che accanto ai romanzi, molto spesso fuori dall’ordinario, vengono pubblicati reportage di viaggio, saggi narrativi e altre forme di letteratura ibrida che conferiscono da sempre a questa casa editrice una posizione ben chiara nel panorama editoriale. Quando apri un loro libro sai che difficilmente troverai qualcosa di banale (magari ho avuto fortuna io, ma in questi cinque anni di frequentazione, non mi è ancora mai capitato) e questo libro di Tommaso Lisa non fa eccezione.

Memorie dal sottobosco – Un coleottero dei funghi” di Tommaso Lisa è un’opera che mantiene un perfetto equilibrio tra la sua natura saggistica e quella che lo porta ad essere un diario personale che racconta la passione dell’autore nei confronti dell’entomologia e più nello specifico nei confronti di un particolare coleottero dei funghi: il Diaperis.

Veniamo quindi accompagnati un po’ per volta all’interno di un mondo che ha una nomenclatura ben precisa, in cui tutto sembra governato da un ordine antico che però, come dice l’autore, non sempre accoglie la logica della vita vera, ma che rischia a volte di essere troppo rigido e di non raccontare davvero la natura.
Ci sono riferimenti continui alla storia dell’entomologia, i nomi di chi ne ha dettato le regole, chi ha scoperto un nuovo coleottero o chi ha cercato di dare un’ordine all’enorme quantità di informazioni.

Devo dire che per quanto mi trovi lontano dal mondo degli insetti (non nutro particolare simpatia nei loro confronti, diciamo che cerco di far mio il detto “vivi e lascia vivere”) il libro di Tommaso Lisa ha agito sulla mia curiosità e mi ha spinto a guardarmi attorno con occhi diversi, più interessati.

C’è poi tutta la parte più narrativa, uno scavo interiore che va di pari passo con l’aspetto entomologico e che in qualche modo, forse influenzato dall’argomento del libro, non riesco a scindere dalla parte più tecnica. Il tono dell’autore è sempre molto preciso, acuminato; viene da pensare che stia esaminando la propria passione con lo stesso metodo e la stessa cura con cui potrebbe catalogare un nuovo coleottero, partendo dal generale per poi andare ad analizzare ogni più piccola parte nel dettaglio. Tommaso Lisa a mano a mano che le pagine procedono scava in profondità, sia che si tratti di coleotteri, sia che si tratti delle sue memorie e riesce a intessere una rete di rimandi che coinvolge anche delle riflessioni filosofiche.

Non posso che concludere dicendo che “Memorie del sottobosco – Un coleottero dei funghi“, con il suo rimando dostoevskiano è davvero un libro molto interessante.

Tommaso Lisa è nato nel 1977 a Firenze, dove vive e lavora.
Appassionato entomologo, nel 2001 ha pubblicato per l’associazione francese “r.a.r.e.” il catalogo ragionato sui Cicindelidi della regione del Mediterraneo.
È dottore di ricerca in Lettere. I suoi studi di estetica si sono concentrati sulla “poetica dell’oggetto” del filosofo Luciano Anceschi, nella poesia italiana nella seconda metà del Novecento, da Montale alla nuova avanguardia. Ha scritto libri di critica letteraria su Edoardo Sanguineti e Valerio Magrelli.

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