Home Inchiostro - Recensioni di libri indipendenti e non. Sara Gamberini – Maestoso è l’abbandono

Sara Gamberini – Maestoso è l’abbandono

by Gianluigi Bodi

Ci sono dei libri che ti affascinano per l’uso della lingua e della struttura della frase. Libri in cui la trama sembra quasi passare in secondo piano, o meglio, sembra scorrere appena al di sotto della superficie dell’acqua. Questo è uno di quei libri. Leggendolo vi accorgerete fin dall’inizio della sua originalità, del respiro profondamente femminile dello stile e poi, quando avrete finito di leggerlo vi renderete conto che vi ha lasciato dentro dei piccoli pezzi appiccicati qua e là. Pezzi che cercherete di ritrovare in altre letture.

La narratrice. Ecco la figura centrale di “Maestoso e l’abbandono“. Una figura con nevrosi, dubbi, malinconie, una madre assente, degli amori sconquassati. Una narratrice e il suo rapporto con il dottori Lisi.

Ho iniziato dicendo che quella di Sara Gamberini è una scrittura femminile. Molto spesso negli ultimi anni mi è capitato di trovare originalità stilistica e ruvidezza di lingua in autrici esordienti. Anche in questo caso è capitato. Ma mentre leggevo mi rendevo conto che la descrizione del rapporto tra narratrice, nevrosi e mondo circostante non era poi tanto distante da quella che potremmo attenderci se il protagonista fosse stato un uomo. Credo che uno dei punti più importanti di questo libro sia appunto quello di riuscire a descrivere qualcosa che mette in relazione e sullo stesso piano uomini e donne, pur magari guardandolo da un punto di vista femminile. In alcuni dei comportamenti, in alcuni degli abbandoni, in alcuni di quegli attimi in cui ti verrebbe solo voglia di buttarti a terra e lasciare che il resto accada, mi ci sono ritrovato in pieno.

“Maestoso è l’abbandono” ha una struttura granulare, procede a piccoli passi, a salti a volte. È la narratrice che si racconto e ci racconta la sua vita, ma se devo dire la verità, l’aspetto che più mi è piaciuto ha a che fare con il Dottor Lisi. Questa figura dalle mille sfaccettature, un po’ amante, un po’ compagno, un po’ nemesi. Una figura che attrae e respinge attorno alla quale ruota la vita della narratrice.

Se pensate che la narrativa italiana non abbia più nulla da dire e che le sperimentazioni servano soltano a rendere illeggibile il testo allora dovreste leggere “Maestoso è l’abbandono”.

 


Sara Gamberini, vive a Verona. Ha lavorato in alcune strutture psichiatriche e poi ha collaborato con alcune case editrici nella valutazione di manoscritti. Maestoso è l’abbandono è il suo primo romanzo.

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