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La quarta persona più importante – Francesco Franceschini

by Gianluigi Bodi

Paratesto:
Dovrebbero essere scarpe da festa, ma le apparenze, anzi, le convenzioni spesso ingannano perché ci vengono imposte. Per cui, quando Mirka vede delle scarpe bicolori pensa subito ai suoi genitori che si sono suicidati. A me, personalmente vien voglia di ballare sulle note di qualche pezzo Jazz, ballare attraverso le pagine di questo libro e sorridere alla vita anche perché non sai mai il finale che ti capita.

Testo:
Nessuno dei personaggi di questo libro è banalmente se stesso. Mirka, Ludo, il professore, Vanessa…tutti sono se stessi in modo meravigliosamente atipico. Perfino Dio, che dovrebbe essere vecchio e con la barba, lo trovate tutto muscoloso a fare il tatuatore.
Andiamo per gradi.
Mirka è una quindicenne con il peso del mondo sulle spalle. Il padre si è avvolto in un tappeto e gettato giù da un palazzo. La madre si è fritta il cervello con un phon dopo poco. Al funerale della madre lo zio Ludovico detto Ludo decide di portasela via. Ecco che inizia una specie di Road Trip impreziosito da un evento epocale. La santa sede ci fa sapere che Dio è sbarcato sulla terra. Dio esiste ed è a colloquio con il santo padre. Basta con i dettagli sulla trama. Anche se vi posso anticipare che alcuni di essi sono davvero particolari.
La forza del libro è quella di raccontare una fiaba dolce amara di una ragazzina indifesa che, nonostante abbia perso i genitori cerca ancora di guardare al prossimo con apertura. Prova in tutti modi a fidarsi. Mirka è un’adolescente sveglia, con la risposta pronta, e che, durante lo svolgimento del libro non si è fatta buttare a terra dalla vita e che avrebbe un paio di domande da fare a Dio, tanto per capire come c’è finita lì.
Anche lo zio Ludo è un puro, un bambinone con un certo successo con le donne che si riempie le tasche di monetine per evitare di essere trascinato via dal vento.
“La quarta persona più importante” è un libro che si legge con un sorriso sulle labbra, un sorriso tenero, un sorriso che in qualche modo spinge Mirka ad arrivare a raggiungere la sua meta. Anche se la meta non è dolce come si aspettava, anche se forse, una meta nemmeno c’è, ce l’eravamo solo immaginata tutti, l’avevamo solo sperata. Nonostate tutto, fino alla fine, ci troviamo a parteggiare per lei, a sperare che nulla di brutto le capiti più perché ha già sofferto abbastanza.
Purtroppo la vita non è quella che vediamo rappresentata nei film, non c’è sempre il bacio finale a suggellare il lieto fine e questo libro sembra prendere le distanze dai fiumi di melassa a cui siamo tristemente abituati.
Il finale di “La quarta persona più importante”, oltre a dirci quali sono le altre tre persone (lo so, me lo volevate chiedere) è probabilmente una delle cose migliori di tutto il libro e potrete assaporarlo appieno solo se sarete riusciti a far diventare Mirka una vostra compagna di viaggio.

Coordinate:
VerbaVolant è una piccola realtà con enorme personalità situata a Siracusa. Sul loro sito, sbirciano qua e la, vi troverete di fronte ad un’offerta editoriale ben strutturata che, vicino alla narrativa contemporanea e quella di riscoperta di alcuni classici moderni propone libri sul territorio, illustrazioni, libri per bambini e libri da parati (di quest ultima specie parleremo diffusamente altrove). “La quarta persona più importante” è un libro compatto e solido, l’ho praticamente sventrato leggendolo ed è sempre lì a mostrare i muscoli. L’unico appunto che posso fare è quello di un carattere di stampa leggermente piccolo, ma qui subentrano questioni legate al numero di pagine e ai costi di pubblicazione nei quali non voglio addentrarmi.
Questo non sarà di sicuro l’unico libro di VerbaVolant che recensieremo su Senzaudio.

Non conosco e non ho rapporti di parentela con l’autore. Per cui, come di consueto, lascio che sia la casa editrice a racconarlo. In questo caso però, anche loro hanno scritto poco, cosa che mi fa pensare che lo stesso Franceschini non abbia poi tanta voglia che si sappia in giro troppo sul suo conto.
Meglio tardi che male, si potrebbe dire, nel caso di Francesco Franceschini, classe 1967, arrivato al suo primo romanzo dopo aver scritto decine di racconti e aver vinto qualche premio letterario in giro per l’Italia. È felice di aver intervistato, nella sua carriera radiofonica (www.radiotna.it) gente del calibro di Giovanni Allevi, Avion Travel, Petra Magoni, Claudio Villa (non il cantante, il disegnatore di Tex Willer), Tullio Solenghi, Alessandro Bergonzoni, Marco Paolini. Per campare, visto i prezzi dei generi alimentari e della benzina, insegna Italiano e Storia in un istituto superiore.

Una piccola nota conclusiva. La copertina de “La quarta persona più importante” è opera Alessandro Di Sorbo.

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