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Paolo Zardi – La passione secondo Matteo

by Gianluigi Bodi

Ho amato molto XXI Secolo. Molto. Ho letto “La passione secondo Matteo” con il timore che si concede agli autori che non si vorrebbe mai vedere fallire. Ora, dopo averlo terminato avidamente, mi chiedo quale dei due libri mi sia piaciuto di più e francamente fatico a darmi una risposta. Dovrebbe essere questo il senso di una nuova lettura di un autore che abbiamo apprezzato. Cercare di farsi cullare dal ricordo di quanto ha scritto in passato, ma non avere paura di fare quei quattro passi che portano al nuovo, al non ancora scritto. Dopo XXI Secolo, di cui ricordo solidamente l’angoscia che mi ha procurato, ho avuto modo di leggere altre due cose brevi di Zardi. Erano come antipasti. Era come quando al ristorante, prima di darti il tavolo, ti fanno sedere al bancone e ti lasci andare alle arachidi salate, alle patatine e alle olive. Sono buone, stuzzicano, ma non è per quello che sei lì.

“La passione secondo Matteo” è quella cena al ristorante stellato che stavo aspettando. E come se fossi stato a dieta da anni mi sono ritrovato a dire a tutti che ci sarei andato e, una volta seduto al mio tavolo, mi sono abbuffato con ferocia di tutto quello che c’era sul piatto. Fuori di metafora significa semplicemente che non ho potuto fare a meno di iniziare e finire il libro nel più breve tempo possibile. Non perché il libro mi fosse arrivato in anteprima, non perché lo avesse scritto uno scrittore con cui mi è capitato di parlare più volte e che reputo una persona splendida, ma perché “La passione secondo Matteo” cresce dentro il lettore pagina dopo pagina.

Matteo è un dirigente di una società che si occupa di servizi informatici. Il suo cellulare vibra continuamente di messaggi con un lessico mutuato dalle macchine. Ha una famiglia, una moglie che interagisce poco e due gemelli quasi invisibili, impercettibili. Ma Matteo ha anche un passato segnato da una tragedia. La madre si è suicidata quando lui aveva 13 anni, il padre l’ha conosciuto poco, visto poco. L’estate del suicidio succede qualcosa che rimane nella sua mente, latente. Il padre lo viene a prendere e lo porta al sud. Lì lo aspetta la seconda famiglia del padre, anche questa trascurata, se non abbandonata. Lì conosce la sorellastra. Esuberante, artistica, piena di vita e senza tabù. L’esatto contrario di Matteo. E’ Giulia. Giulia che, in antitesi ha anche il rapporto con il padre. Lo ammira. Quel padre giornalista, amico di personaggi potenti, dittatori. Quel padre che all’improvviso sveglia Matteo di prima mattina e gli chiede di andarlo a trovare. In Ucraina.

Cosa ci faccia lì il padre è una questione che dovrete affrontare voi. Sappiate solo che il libro di Zardi non perde un colpo. I cali e gli aumenti di ritmo sono posizionati al momento giusto. Le lacrime e i sorrisi che ci concede la lettura sono perfetti.
“La passione secondo Matteo” tratta di un tema scomodo, controverso, che però Zardi affronta con delicatezza. Non abbiamo l’impressione che stia imponendo un suo particolare punto di vista e, in effetti, nel libro c’è un aperto contrasto di posizione attorno all’argomento scottante. Lo stesso Matteo, DEUX EX MACHINA, arriva alla propria scelta dopo sofferte riflessioni. Mi rendo conto che è difficile spiegare quale sia questo punto oscuro senza parlarne apertamente, ma davvero non mi sembra il caso di rovinarvi la lettura.

I personaggi creati da Paolo Zardi sono tutti carismatici, tutti credibili, anche i gemelli che vediamo e sentiamo poco sono ben chiari davanti a noi. I dilemmi di Matteo, la sua crescita progressiva, l’incamminarsi verso un terreno inesplorato, fuori della sua zona di conforto, la passione che cresce sempre di più dentro al suo petto e fa vacillare decenni di credenze e flagellazioni autoimposte, le crepe che lentamente si aprono sulla sua vita passata, tutti questi elementi rendono “La passione secondo Matteo” un libro da gustare con gioia. E con il trascorrere del tempo i personaggi sono ancora lì con te, alcuni sono una dolce compagnia, altri di perseguitano.

Zardi ha la capacità di trattare temi complessi con una chiarezza disarmante. Ha il pregio di rendere visibili i meccanismi e gli ingranaggi del pensiero umano, mettendoli in bella mostra e aiutandoci a dare una nostra opinione. Avremmo fatto quello che ha fatto Matteo? Saremmo in grado di vivere la nostra vita come Giulia vive la sua? Che sia per la chiarezza espositiva, che sia per lo stile asciutto e privo di sovrastrutture inutili, la cosa principale è che i libri di Zardi, questo non fa eccezioni, sono una sorsata d’acqua fresca in piena estate.

C’è un’altra cosa da aggiungere. Una cosa che forse vale anche per le altre opere di Zardi, ma che ho sentito molto più forte in questa sua ultima opera. I libri di Zardi ti accolgono, ti fanno sentire a casa. Non sono lì pronti sulla porta a respingerti a brutto muso, ti fanno accomodare e ti offrono pure da bere, cosicché tu abbia la possibilità di viverli da dentro. E’ una questione di stile probabilmente, la sensazione è che Zardi sia un grande narratore, uno che potrebbe raccontarti una storia qualsiasi e tenerti sulle spine attorno ad un fuoco che brucia i ciocchi di legno.

Alla fine, dopo attente riflessioni, ho preso una decisione. Ho deciso se mi è piaciuto di più XXI Secolo o “La passione secondo Matteo”. Questa, ovviamente, è una questione personale.

 

 

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