Home Inchiostro Fresco - Recensioni di libri letti da Gianluigi Bodi Marinette Pendola – L’erba di vento – Post Salone.

Marinette Pendola – L’erba di vento – Post Salone.

written by Gianluigi Bodi 26 maggio 2017
Marinette Pendola, romanzo, Arkadia editore,

Marinette Pendola, “L’erba di vento“.

Mai, in tutto il libro, ho vacillato. Mai ho desiderato dare il mio supporto a nessuno che non fosse Angela. Mai ho sperato altro che Angela riuscisse a raggiungere la meta tanto desiderata.

Essere lasciata in pace.

Angela non ama essere toccata eppure succede. Angela non vorrebbe un marito, ma gliene trovano uno. Angela vorrebbe passare la vita nella sua casa con la madre, ma è costretta a trasferirsi. Angela ha dei desideri, ma nessuno si premura di ascoltarla.

Angela vuole essere lasciata in pace. Come tutti, come noi, come me.

Ecco perché non possiamo fare a meno di parteggiare per lei. Ecco perché non possiamo fare a meno di sentire dentro di noi montare l’antipatia nei confronti di Mastro Filippo e non possiamo fare a meno di chiederci perché la madre non ha capito che l’unico desiderio della figlia era quello di lasciare la cose come stavano?

Marinette Pendola scrive una storia fuori dal tempo. Una storia che può essere avvenuta cento anni fa, un anno fa, ieri o che può accadere in un futuro indistinto. Perchè certe dinamiche non cambiano mai, perché Angela è un simbolo di ciò che l’ignoranza umana può causare. Di ciò che significa calpestare i diritti.

Angela ha una grande capacità, come la parietaria (L’erba di vento) del titolo lei sarà in grado di adattarsi ad ogni cambiamento. Ma quanto è in grado si sopportare? Qual è l’umiliazione ultima che può digerire prima di cercare di ritornare alle origini, ad una sorta di felicità bambina.

Il libro di Marinette Pendola ha una scrittura calda e accogliente che ci fa entrare nella storia fin dalle prime righe e ci accompagna dolcemente. E’ una scrittura capace di rappresentare la dignità e la forza nascosta di Angela. E lo fa anche quando affronta temi universali, quando per un attimo ci costringe a mettere in secondo piano le sorti di Angela per farci riflettere sui problemi della migrazione. Tematica che Marinette Pendola affronta con dignità e intelligenza, senza mai una parola fuori luogo.

C’è un antefatto che mi piace poter raccontare. Al Salone del libro di Torino 2017 stavo vagando per gli stand come al mio solito. E mi sono fermato in uno stand fatto di librerie di travi di legno grezzo. Ero lo stand istituzionale della Sardegna e lì stavano presentato, davanti ad un pubblico molto interessato, questo libro. Con l’autrice c’era Giulia Ciarapica. Lì ho capito che volevo leggere il libro e qui vi dico perché dovreste leggerlo anche voi.

Perché per raccontare certe storie a volte non serve sguazzare nel dramma. L’overdose di dramma distoglie lo sguardo dalle cose importanti. Angela è importante.

Marinette Pendola nasce a Tunisi da genitori di origine siciliana. Insegnante nelle scuole superiori di lingua e letteratura francese, vive a Bologna e fa parte del gruppo di lavoro “Progetto della memoria” istituito dall’ambasciata italiana a Tunisi negli anni Novanta, cui sono legate numerose pubblicazioni, tra cui L’alimentazione degli italiani di Tunisia (Tunisi, Finzi, 2005), Gli Italiani di Tunisia. Storia di una comunità (Editoriale Umbra,2007). I suoi studi hanno ispirato anche La riva lontana (Sellerio, 2000), romanzo autobiografico che ripercorre un’infanzia tunisina nel periodo coloniale. Per Arkadia Editore ha pubblicato La traversata del deserto (2014), che rievoca il ritorno degli emigrati dalla Tunisia all’Italia, e L’erba di vento (2016), storia potente di una donna che non si sottomette alla convenzioni del suo tempo.

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