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Ladri di libri e altri racconti di bibliofilia

by Claudio Della Pietà

“…schizzi senza pretese o, per meglio dire, bozzetti biografici e niente di più. Nella Parigi della belle époque…a passeggio tra i banchetti dei bouquinistes…”

L’autore di “Ladri di libri e altri racconti di bibliofilia“, Octave Uzanne, definisce con le poche parole che ho riportato, questo piccolo scrigno che lui stesso ha realizzato. E sempre lui ne coccola letteralmente il contenuto in una curiosa e onesta prefazione.
Le Edizioni Pendragon e la traduttrice Simona Mambrini ci hanno dato la possibilità di leggere “Ladri di libri…”, e anche di ammirare i disegni stupendi che intervallano i racconti di Uzanne, disegni che aiutano il lettore ad immaginare ciò che viene raccontato, che lo portano lungo la Senna a curiosare tra banchetti, casse e tavolini, ove sono riposti libri di ogni genere, valore, spessore, e condizione.
“Ladri di libri…”, a dispetto della prima parte del titolo, non parla di malviventi specializzati nel furto di libri, o almeno non in tutte le pagine, ma è uno di quei “libri che parlano di libri”, un libro che racconta una passione smisurata, forte, viscerale, inaffondabile, immutabile. Non è cambiato nulla infatti, da quando nel 1878 Octave Uzanne firma il suo racconto. Chi deciderà di regalarsi un paio d’ore di puro piacere bibliofilo o bibliomane, leggendo il libro di cui vi sto raccontando, ritroverà gesti, aneddoti, immagini, parole, trucchi, eventi, curiosità, sguardi e altro che accade ancora oggi e accadrà di nuovo domani.

L’autore ha organizzato la sua esposizione sulla base della tipologia di personaggi che ha incontrato nell’esercizio della sua passione di grande bibliofilo.
I primi di cui ci parla sono i Cacciatori. Sono persone dotate di una inguaribile speranza. Ci sono cacciatori saltuari, cacciatori habituè o addirittura passanti che diventano nel mentre cacciatori affascinati, ma indipendentemente dalle specifiche individuate, la forza determinante e comune risiede nella virtù di cui ho detto. Ma i cacciatori possiedono anche una seconda arma per così dire, di grande precisione, efficacissima, da usare con abilità, ma soprattutto sempre. Sempre. E’ la trattativa, elemento fondante di ogni acquisto bibliofilo, ma non solo come ben saprete.
Attenzione ora a questa frase, siamo a pag. 30.
“La frenesia della vita moderna non consente di coltivare i piaceri con periodica regolarità.”
Potrei fermarmi qui. Se nell’Ottocento Octave Uzanne evidenziava questo stato delle cose…
Ma non posso evitare di raccontarvi qualcosa dei ladri di libri. Anche per loro, i ladri, non è cambiato e non cambierà nulla. Si ruba e si rubava qualsiasi cosa, e quindi anche i libri. E il problema più grosso, oltre al furto in sè naturalmente, era la difficoltà che spesso si incontrava nel distinguere un cacciatore da un ladro, entrambi affamanti dello stesso oggetto, entrambi attratti dalla possibilità di saziare il proprio desiderio, di sostanza diametralmente però opposta.
Stia attento il lettore, perchè Uzanne offre alcune indicazioni precise per aiutare a distinguere gli uni dagli altri.
Superato il capitolo dei commercianti, i bouquinistes, propulsori instancabili della nostra passione, dobbiamo notare che il livello della vera passione cola a picco quando facciamo la conoscenza dei bibliomani, e dei postulanti, questi ultimi “letterati falliti ridotti a lacchè dei letterati”.
Abbiamo esaurito la prima parte del titolo, ora tocca ai “racconti di bibliofilia”, a rallegrare lo spirito dei veri amanti dei libri, in tutta la loro ricchezza. Non aggiungo mezza parola. Leggeteli e godetene con tutta la passione che vi pervade. Buona lettura.


Louis Octave Uzanne fu poligrafo, giornalista, collezionista, editore, scrittore, saggista, critico letterario e filosofo. Nato nel 1852 ad Auxerre, Francia, è stato uno dei più attivi e attenti bibliofili dell’Ottocento. Cominciò giovanissimo a collaborare alla rivista «Le conseiller du bibliophile », per poi pubblicare una serie di titoli destinati a dargli la celebrità in patria: Caprices d’un bibliophile, Nos amis les livres, Zigzags d’un curieux, Bouquinistes et bouquineurs, Contes pour les bibliophiles, fino al monumentale Dictionnaire bibliophilosophique, pubblicato a Parigi “nell’anno di grazia bibliomaniaco 1896” dalla Société des Bibliophiles Contemporains di cui Uzanne era presidente. Al volgere del secolo abbandonò misteriosamente la passione che gli era valsa il titolo di “principe della bibliofilia”, vendette all’asta la sua biblioteca e, dedicandosi al giornalismo di cronaca, abbandonò quella Parigi che amava e che seppe descrivere in maniera incantevole.

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