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La sospensione aquilana del tempo

written by Davide Terruzzi 27 aprile 2013

Una locandina. Il film si chiama “Gli amici del bar Margherita”, me lo sono ricordato concentrandomi per qualche istante. Il nome del cinema, invece, non mi ritorna in mente. So benissimo, però, dove si trova: è in centro a L’Aquila.

Una pompa di benzina. Subito, sono rimasto colpito dal prezzo: 1,2 euro al litro. Immediato il confronto con quanto pagavo allora: 1,8. Anche qui siamo a L’Aquila, alle porte del centro.italy_earthquake

Devastazione, dolore, assordante silenzio, vite distrutte. Quando si gira per le vie del capoluogo abruzzese, è impossibile non provare qualcosa, ti chiedi come possa essere successo. Già, un terremoto, bastardo e forte, ha distrutto una città, gli uomini ci hanno lasciato la zampino e, ancora oggi, gli aquilani vivono in un limbo.

Ci sono eventi che modificano radicalmente il corso della storia, la segnano e la cambiano.  Semplicemente, c’è un prima e c’è un dopo. Il 6 aprile 2009 rappresenta il discrimine per L’Aquila e per i suoi abitanti, una ferita ancora aperta, sanguinante, ma che non ha spento lo spirito dei suoi abitanti. Amo l’Abruzzo, trascorrere parte delle vacanze in quei luoghi è diventata una fortunata abitudine. ma lo amo ancora di più dopo aver girato per le vie d’Aquila.260px-L'Aquila_eathquake_prefettura Una città spezzata, ma non piegata, un luogo dove mi sarebbe piaciuto nascere e dove mi piacerebbe vivere. Girare per le vie colpite dal sisma, osservare le chiese, i palazzi crollati, rappresentano quasi una sorte di dovere civile, perché si capisce, si tocca quasi con mano quel mix letale composto dall’inefficienza umana e dalla violente forza della matrigna Natura.

Che la locandina possa cambiare, che il benzinaio possa aumentare e la benzina valere il prezzo attuale, che il tempo possa ritornare a scorrere alla velocità naturale. Insomma, che si rompa l’incantesimo e la vita ritorni a scorrere naturalmente. Questo è quanto il cuore augura a L’Aquila.

 

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