Home Inchiostro Fresco - Recensioni di libri letti da Gianluigi Bodi Intervista a Pietro Biancardi editore di Iperborea

Intervista a Pietro Biancardi editore di Iperborea

written by Gianluigi Bodi 4 marzo 2015

Pietro Biancardi, editore di Iperborea ci ha gentilmente concesso un’intervista. Ecco quello che ci ha detto sui temi del momento (Legge Levi e fusione Mondadori/RCS) e sul presente e futuro di Iperborea.

La legge Levi, pur non risolvendo in pieno i problemi dell’editoria italiana, in qualche modo ha dato una mano alle piccole case editrici indipendenti. I recenti tentativi di abolire il limite del 15% allo sconto e il tentativo di Mondadori di acquisire RCS come vengono percepiti da Iperborea?
La legge Levi andrebbe riscritta da cima a fondo per avvicinarla alle leggi equivalenti in vigore nei paesi europei più avanzati. Detto questo, anche Iperborea ha sottoscritto la petizione per evitare la sua abrogazione perché garantisce una pur minima tutela per le librerie indipendenti, che sono una risorsa fondamentale per la cultura, la vivacità e la vivibilità di qualunque paese. L’affaire Mondadori-Rizzoli dovrebbe passare al vaglio dell’antitrust: come molti hanno notato, non esiste al mondo un gruppo editoriale che raggiunga una percentuale così alta di quote di mercato. Difficilmente ne può uscire qualcosa di positivo per il mondo del libro, per gli autori, per le librerie, per i lettori.

Quali sono secondo lei le manovre che andrebbero attuate per aiutare concretamente l’editoria indipendente?
Basterebbe copiare pari pari la legge sul libro in vigore in Germania o in Francia per esempio. E l’importante è il sostegno alla lettura, non all’editoria. Detrazioni fiscali sull’acquisto di libri, investimenti in scuole, università e biblioteche. E una tv pubblica che dia più spazio ai libri e alla cultura.

Quale crede che sia il rapporto che il lettore ha con Iperborea? Si tratta di lettori occasionali o si è fatto l’idea che Iperborea sia riuscita a fidelizzare il lettore con la qualità di ciò che pubblicate?
Per fortuna abbiamo molti lettori che ci seguono da anni con fiducia. Ci piace incontrarli alle fiere e rimanere in contatto con loro grazie ai social network.

Come avviene la scelta dei testi da pubblicare? Durante un’intervista lo scrittore Bjorn Larsson ci ha detto che il vostro credo è “pubblichiamo libri e non autori”.
Non mi è chiaro cosa intenda Björn con quella frase, così decontestualizzata. In generale tendiamo ad avere una politica di autore, che è coerente con la nostra politica “di catalogo”. Finanze permettendo, cerchiamo di tenere vivi tutti i nostri libri, compresi quelli pubblicati quasi trent’anni fa. Questo significa che oggi i lettori di Björn Larsson possono trovare in libreria tutti e 12 i suoi titoli usciti finora. Non una delle case editrici mondiali che lo pubblicano, neanche quella svedese, ristampano tanto quanto noi.

Avete recentemente apportato un restyling alla grafica dei vostri titoli, copertine, loghi, sito internet, tutto è stato “rimodernato”. Un cambiamento che pur guardando avanti mantiene la memoria dei primi 28 anni di storia Iperborea. Quali sono stati gli aspetti più complessi di questo cambiamento?
È stato un progetto lunghissimo, durato oltre un anno, dove di comune accordo con i grafici che ci hanno seguito, si è deciso di non mettere la parola fine finché non fossimo riusciti a quadrare il cerchio. “Quadrare il cerchio” in questo caso significava cambiare tutto per non cambiare niente: avere un’immagine contemporanea mantenendo però le caratteristiche e l’identità che ci contraddistinguono. Forse è presto per dirlo, ma ci pare che a un mese dalla pubblicazione, a giudicare dalle prime reazioni dei lettori, della stampa e dei librai, credo che ci siamo riusciti. In ogni caso noi siamo molto soddisfatti del risultato.

Cosa ci riserva per il futuro Iperborea?
Nel futuro immediato abbiamo, tra gli altri libri, tre novità di tre grandi autori del nostro catalogo – “Raccontare il mare” di Björn Larsson, “L’uomo sulla bicicletta blu” di Lars Gustafsson e “I pesci non hanno gambe” di Jón Kalman Stefánsson – mentre nelle prossime settimane pubblicheremo un bellissimo e stravagantissimo libro, “L’arte di collezionare mosche”, dell’esordiente svedese Fredrik Sjöberg. Si tratta di un “oggetto narrativo non identificato” che ha già conquistato i lettori di tutta Europa e Stati Uniti e che siamo sicuri affascinerà anche gli italiani. In casa editrice sono tutti entusiasti, e questo è sempre un ottimo segno. Oltre ai libri, continuiamo con i nostri corsi di lingua e di editoria, mentre per fine maggio-inizio giugno a Milano stiamo organizzando I Boreali, il più grande festival di cultura nordica che si sia mai visto nel nostro paese.

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