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Tutto il tempo che vuoi – Francesco Gungui

written by Claudio Della Pietà 7 settembre 2017
Francesco Gungui, Tutto il tempo che vuoi, Giunti,

“Eppure forse è proprio questa la vita, mai quello che dovrebbe essere, ma semplicemente quello che è.”
(p. 276)

Francesco Gungui, autore di “Tutto il tempo che vuoi”, pubblicato da Giunti Editore, è per me una nuova piacevole conoscenza nel mondo dei libri. Autore milanese già affermato, mi ha regalato momenti di vero piacere della lettura, seguendo l’andamento della vita del protagonista del suo romanzo, Franz.
Franz è un editor, anche bravo, vive con una donna e desidera tanto diventare padre, ma la storia che Francesco ci racconta non va come previsto. E come esprime anche il nome ben scelto, che rivela una troncatura, Franz, i suoi progetti vengono effettivamente troncati di netto, quasi subito, nelle prime pagine: licenziato (con le classiche formulette odierne che sembra ti abbiano invece premiato), niente figli, e la compagna lo lascia. (Segnatevela questa cosa del nome, tornerà). Cosa succede da qui in poi?
Tante cose, e tante volte vi ripeterete questa e altre domande, tante volte rimarrete gradevolmente sorpresi per tutto ciò che succede e che renderà, come ho già espresso in un paio di post sui social, allegro, il tempo che dedicherete alla lettura di questo romanzo.
Francesco inizia una nuova vita, tutto sommato per caso, o per disperazione. Ci si ritrova dentro e nemmeno troppo lentamente ci prende gusto e ci si butta. Non c’è tempo per rimorsi, sensi di colpa, polpettoni di riflessioni e piagnistei. Solo qualche riflessione qua e là, facilitata anche dalla sua capacità di analisi delle storie altrui in qualità di editor.
Franz ha sempre coltivato la passione per la cucina e questa cosa, insieme alla sua fantasia e alla sua disponibilità mentale, lo portano ad intraprendere un’esperienza curiosa, che naturalmente non vi svelo.
Non succederà poi nulla di straordinario, forse. Vi potrete anche immaginare cosa può accadere a un giovane uomo, piacente, solo, bravo in cucina e amante dei bambini, che ha numerose occasioni di incontrare persone. Ma la capacità dell’autore è di rendere straordinaria, gioiosa, avvincente una storia verosimile, con l’unico difetto, a mio modesto parere, dell’ambientazione a Milano, non significativa. Non dona nulla in più al romanzo. Ma è un’inezia.

“Possibile che un buon futuro possa nascere da una bugia raccontata bene?” (p. 156)

Siamo a metà strada, siamo sulla cima e ci apprestiamo a scollinare. Occhi aperti però e mani sui freni. Strada in discesa o strada larga non è garanzia di successo e tantomeno ci preserva da incidenti, anzi. Il divertimento però prosegue, l’aria accarezza le guance scendendo a tutta velocità e numerosi sono i punti ristoro, fra i più soddisfacenti quelli allestiti da Martino.

Questo romanzo indubbiamente ruota tutto attorno al protagonista, è un romanzo estremamente egocentrico, si può dire?
Franz però ci prova, si interroga, e con lui l’autore. Sembra sapere con certezza che c’è un percorso tracciato, una strada precisa dove lui e lui solo deve passare. Lui credo in se stesso, è consapevole delle sue potenzialità, della sua professionalità in senso più ampio possibile, e si impegna per arrivare. Dove? Non lo sa nemmeno lui di preciso, ce lo dichiara pure ad un certo punto, ma è come se una vocina gli suggerisse di proseguire, con coraggio perché c’è un traguardo.
Beato lui, mi verrebbe da dire, beato il nostro autore, così carico di speranza e di entusiasmo da saperlo trasmettere ai suoi lettori con estrema semplicità.
Complimenti a Francesco Gungui e a Giunti Editore per aver creduto in lui.

Buona lettura. Claudio.

 

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