Home Inchiostro - Recensioni di libri indipendenti e non. 10 cose che vi capiteranno se vi mettete ad organizzare un matrimonio.

10 cose che vi capiteranno se vi mettete ad organizzare un matrimonio.

by Gianluigi Bodi

Il punto è, e ve lo voglio dire subito, che qualsiasi cosa facciate per rendere il vostro matrimonio perfetto, fallirete. Nascosti tra il parentado, tra gli amici più o meno stretti, tra i conoscenti invitati per questioni di politica famigliare c’è sempre quello che criticherà un aspetto dell’organizzazione. Cibo, luogo, confetti, torta, bomboniere, cerimonia. C’è l’imbarazzo della scelta.
Mettetevi l’animo in pace. Rilassatevi e preparatevi a sfruttare il fattore V.

1) Prima di tutto, prima ancora di aver pensato ai confetti, alle bomboniere, agli invitati, troverete un vicino di casa, un conoscente, il postino magari che vi dirà, con faccia da furbo: ecco un altro che si rovina. Ora, io sono un uomo, ma credo che, con gradi diversi, con sfumature differenti, pure alle donne qualcuno appioppi questa frase. Non c’è speranza, non se ne esce, nel 2013 il matrimonio viene ancora visto come la tomba dell’amore. Ovviamente, chi di solito vi elargisce questa perla di saggezza è felicemente spostato e ha almeno due figlio e non vi direbbe mai quello che vi ha detto in presenza della moglie o del marito. Forse perché hanno paura di prenderle? No, perché sanno che hanno detto una cazzata.
2) Avete preso la decisione? Bene, ora si parte con la pianificazione di un percorso lunghissimo. Pure per chi, come me, ha deciso di prendere la cosa con calma. Sappiate che per quanto decidiate di fare le cose sottotono, per voi magari, senza pensare agli altri, durante la lunga strada dovrete affrontare degli ostacoli che la vostra fragile mente di uomo non sa ancora decifrare. Non siete programmati per organizzare un matrimonio, prima ve ne renderete conto e meglio sarà. Lasciate fare alla vostra compagna. C’è un’altissima percentuale che lei sia più portata a vedere la preparazione del matrimonio nella sua totalità e non come somma di fattori come fareste voi.
3) Sarete costretti a diventare dei tuttologi. Vi verranno richieste competenze semiprofessionali sui fiori, rose rosse? Gialle? Gardenie blu? Gambo corto o lungo? Composizioni grandi, piccole, a piattaforma o a vaso? Quanti Bouquet? E i confetti? Mandorla di Avola o Spagnola? Che calibro? Con frutta o cioccolato? Con la nocciolina? E le bomboniere? E il vestito? Gessato? Doppiopetto? Spezzato? Saprete tutto di tutto, anche se pensavate di prendere le cose sottogamba, perché lei, nel frattempo, ha cambiato idea.
4) Quelle cose assurde che vostra madre si ostina a posizionare sul mobile vicino all’ingresso diventeranno un altro dei vostri incubi. Le Bomboniere! Scoprirete, con un misto di disappunto e di dinamitardo, che anche la più minuscola scheggia di inutilità bagnata in argento potrebbe prosciugare le vostre risorse economiche e mettere in crisi l’economia Tedesca. Una scatolina in plexiglass con 5 confetti di media qualità, infiocchettata alla meno peggio potrebbe costarvi come le vacanze alle isole Fiji che avete sempre desiderato. Inoltre, fin dal principio, vi chiederete quali saranno le persone che sfoggeranno in casa la vostra bomboniera e quali quelle che la butteranno in un cassetto dopo aver tagliuzzato il tulle per mangiarsi i confetti. Un consiglio, se pensate di fare una bomboniera utile sappiate che una buona percentuale degli invitati non la userà mai perché non la vorrà rovinare, un trenta per cento non saprà come usarla e un quindici per cento la scorderà al ristorante.
5) Chi fare fuori? Quali esseri umani sono degli di far parte del ristretto lotto degli invitati? Se sentite i vostri genitori ne esce una lista di quattrocento persone perché pare brutto non invitare Zia Pinuccia che può ottenere un permesso di un giorno per uscire dal carcere e non si può non invitare Gaetano il meccanico che ogni volta ti va a fare il tagliando della macchina. C’è pure quella tipa simpatica che tuo padre vede tutte le mattine quando va a prendere il giornale e che secondo lui in vestito da cerimonia non starebbe affatto male. Quando iniziate ad organizzare un matrimonio escono parenti anche dal Congo Belga. E’ una lotta fratricida. Mi dispiace, Fernandino, devi uscire dalla casa. E di questa selezione naturale chi soffre? Ovviamente gli sposi, che si trovano al centro di un rito Voodoo lanciato dal cugino Ibrahim che offeso per non essere tra i fortunati ha deciso di scagliare una maledizione impedendovi di gustare ciò che avete selezionato nel menù.
6) E appunto il Menù. Diciamocelo, c’è una parte bella nell’organizzare un matrimonio. Le prove del menù. I ristoranti, quando dite che volete provare un menù di nozze vi vengono spesso incontro. Vi propongono piatti prelibati e spesso ve li offrono a prezzi scontati. Cercano di corrompere il vostro spirito impavido e spesso ci riescono. Ma io vi consiglio di tenere duro, di andare in quattro o cinque ristoranti e ogni volta di fare intendere che la decisione l’avete già presa, ma che eravate comunque curiosi di provare la loro cucina. Questo atteggiamento fa miracoli. Stesso discorso vale per la torta. Fatevi un giro delle migliori pasticcerie della zona, una scusa migliore per abbuffarvi di dolci non vi capiterà mai. Attenzione però a non strafare, l’abito da indossare vi attende.
7) L’abito non fa il monaco e se fosse per voi andreste alla cerimonia con una semplice tutina in acetato dell’Adidas, pure bella comoda sulla panza che con quello che avete in mente di mangiare non vorreste che la digestione si bloccasse. Eppure niente, non vi è concessa la tuta, non vi sono concessi i pantaloncini corti, le bretelle forse sì, ma dipende da che abito da cerimonia scegliete. Vi affidate ad uno esperto, andate in uno di quei negozi che vivono alle spalle degli sposi con la sola necessità di uscirne vestito di tutto punto senza aver dovuto depositare in banca un rene e aver rinunciato a sette ore della vostra vita…avete sbagliato i conti. Il rene non basta, vogliono un ipoteca sulla vostra anima e su quella dei vostri futuri figli e per quel che riguarda il tempo, l’omino del reparto vi consiglia caldamente di avvisare in ufficio che prenderete una settimana di ferie. Ma anche quando questi particolari saranno sistemati, la prima domanda che vi faranno vi manderà completamente in paranoia: come si veste la sposa?
8) La maledizione del cugino Ibrahim funziona. Una volta arrivati al ristorante il vostro compito sarà quello di intrattenere gli ospiti. Incessantemente voi vi dovrete alzare tra una portata e l’altra per fare il giro dei tavoli. Spesso anche durante la portata. Per cui vi capiterà che qualcuno decanti le lodi della tagliata di chianina mentre voi nemmeno vi ricordavate più che l’avevate messa nel Menù. Alla fine della giornata avrete perso i chili acquisiti durante l’organizzazione del matrimonio e avrete sicuramente dimenticato di salutare qualcuno che da quel momento in poi vi odierà come se voi foste Hitler. Questa persona andrà ad aumentare la schiera di chi già vi odia per non essere stato invitato. Cercate su Facebook, a questo punto dovrebbe esserci già un gruppo: Quelli che odiano [Nome degli sposi].
9) Avete deciso che il vostro matrimonio non deve essere dimenticato? Bene, significa che avete assunto un fotografo, magari pure un tizio che vi faccia un video. Ciò significa, in primis, che vi siederete a tavola con almeno un’ora e mezza di ritardo rispetto agli ospiti, ma comunque la cosa non vi tocca visto che già avrete capito che di mangiare non se ne parla. Il punto cruciale però è un altro. Il fotografo è, un tiranno in incognito. Vi istruirà a puntino, vi obbligherà ad assumere le pose più innaturali, cercherà di scattarvi foto simpatiche che saranno simpatiche solo per lui ed Enrico Beruschi e vi comanderà a bacchetta perché fino al momento in cui non se ne andrà, voi siete sua proprietà. Scoprirete poi che delle settemila e cinquecentoquindici foto scattate solo sedici vi fanno apparire come esseri umani. Le altre vi rendono simili al Gabibbo in Smoking o a Depardieu vestito da Obelix.
10) E dulcis in fundo, il fattore V. Quella percentuale costante che, per quanto minuscola, sarà in grado di rovinarvi alcune delle giornate successive al vostro matrimonio. Quella percentuale di persone che avranno qualcosa da ridire su cibo, cerimonia, bomboniera, confetti, vestiti, disposizione dei tavoli, clima, questione politico economico sociale, fiori, etc etc. E quando capita che nella percentuali siano inclusi parenti stretti allora il fattore V aumenta a dismisura. Al punto che, dopo quindici ore che siete in piedi, dopo aver postato come se steste per uscire con un fotoromanzo su “Grand Hotel”, dopo aver percorso quarantadue chilometri e spicci tra i tavoli e non avere usufruito nemmeno di un punto di ristoro, dopo aver subito le saracche del parente alcolizzato, le stropicciate alle guance della zia, i rutti agliosi del nonno, le chiacchiere malefiche del cugino che al suo matrimonio questo non l’aveva fatto così, dopo aver portato a termine la giornata da sopravvissuti ed essere sul punto di mettervi la vostra tanto agognata tuta Adidas con le ciabatte comode, vi sentite fare una critica pensate proprio da chi non vi sareste mai aspettato. Ecco, a quel punto lì, il fattore V vi sovrasta. E, Vaffanculo.

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