Home Inchiostro - Recensioni di libri indipendenti e non. Vite pericolose di bravi ragazzi – Chris Fuhrman

Non so dire e forse non so spiegare quanto e in che modo mi abbia toccato questo libro. Dovrei percorrere a ritroso la lettura e scandagliare nella mia psiche per comprendere appieno le implicazioni di un simile pugno allo stomaco.
Eppure la lettura era iniziata in modo lento, quasi superficiale. Era da un po’ che avevo per le mani Vite pericolose di bravi ragazzi”, ma non ero ancora riuscito a trovargli uno spazio nella lista delle letture mensili. Poi, siccome le cose capitano e basta, l’ho preso in mano, ho iniziato a sfogliarlo e qualcosa ha fatto click. Dicevo, è stata una lettura quasi superficiale inizialmente. Poggiavo il libro a terra e non sentivo il vuoto che sento ogni qual volta ho a che fare con una lettura necessaria. Ma qualcosa ci doveva essere nell’aria fin dall’inizio perché ad un certo punto ho iniziato a pensare a quei bravi ragazzi del titolo anche quando il libro non ce lo avevo in mano.

“Vite pericolose di bravi ragazzi” è un romanzo edito in italia da ISBN nella collana Special Books nel 2013. Il libro ha una triste particolarità, si tratta dell’unico romanzo, uscito postumo, di uno scrittore di nome Chris Fuhrman. Siccome mi piace essere trasparente ammetto di aver pensato che questo evento posso in qualche modo aver caricato emotivamente la lettura del testo.
Fuhrman è morto di cancro nel 91, all’età di 31 anni. Si è spento durante l’ultima revisione del libro e mi perdonerete se mi permetto di dire che la morte è già una presenza maligna anche senza la beffa di non poter veder pubblicato il frutto di tanto lavoro.

 fuhrman

Parlando strettamente del libro, “Vite periocolose di bravi ragazzi” The dangerous lives of altar boys, racconta le vicissitudini di Francis, Tim e di tre altri amici le cui vite si svolgono tra famiglie assenti o violente, la scuola parrocchiale e il compito di chierichetti nella chiesa locale. Francis è il nostro narratore e attraverso di lui sperimentiamo l’amicizia, l’amore, le incomprensioni tra giovani ed adulti e l’impressione di essere sbagliati. Sbagliati in un modo difficile da comprendere e pure da gestire. La scrittura di Fuhrman è dolce e delicata, entra dentro a poco a poco e proietta il lettore indietro nel tempo. Il mio percorso di lettura probabilmente è iniziato quando ho preso a ricordare i miei 15 anni. Quando ho rimesso piede nei problemi universali di un’adolescenza che sembra non avere la minima logica. E qui sta molta della bravura di Fuhram, riuscire a dipingere in maniera veritiera le angosce generazionali, la ribellione, le scoperte dell’amore e la sacralità dell’amicizia

Fin dalle prime pagine ho avuto la sgradevole sensazione che mi sarei trovato davanti, prima o poi, una tragedia. Una di quelle tragedie che segna la vita delle persone e che ad un certo punto ci fa chiedere: cosa sarebbe successo se le cose fossero andate diversamente? Non svelerò particolari della trama perché reputo che questo libro vada gustato completamente con lo sguardo dell’adolescente che da qualche parte dovreste avere ancora, ma vi posso dire che la sensazione aleggia pesante al punto che voltare pagina diventa via via sempre più angosciante.

 “Vite pericolose di bravi ragazzi” è un libro che sono felice di aver letto. Felicità che viene parzialmente bilanciata dalla tristezza di sapere che non potrò mai leggere altro di questo autore.

 Una menzione a Clara Ciccioni per la traduzione che ho trovato davvero molto ben curata e piacevole.

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