Home Inchiostro - Recensioni di libri indipendenti e non. Vent’anni dopo, la storia è Definitely, non Maybe…

Vent’anni dopo, la storia è Definitely, non Maybe…

by senzaudio

 Era il 1994, il mondo musicale stava per essere cambiato per sempre. Basta il pessimismo del grunge, via all’arroganza del Brit Pop. Definitely Maybe esce il 30 agosto 1994 e, passati vent’anni, quell’ossimoro è il simbolo di una generazione che adesso non c’è più. Il “Maybe”, forse, è Definitely, definitivamente, cancellato. Gli Oasis hanno cresciuto una generazione con un disco che nessun altro gruppo è mai riuscito a riproporre. L’impatto mediatico dei fratelli Gallagher resta qualcosa di unico. Le pinte di birra prima bevute, poi spaccate, le litigate fraterne: tutto ciò che è legato al gruppo è estremamente rock. A partire dalla tracklist dell’album. Anzi, a partire dalla prima canzone. Un manifesto programmatico: Rock’n’roll Star, con una frase che ti fa capire subito che cosa stai ascoltando, “it’s just rock’n’roll”. E’ solo Rock’n’roll? Niente affatto, è molto di più.

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Fin dalla copertina, emerge quel senso di vuoto che muove i primi passi dei Gallagher. Liam è sdraiato per terra a pancia in su, Noel è sul divano con la chitarra. Intorno, un poster del cantante Burt Bacharach. i calciatori inglesi George Best e Rodney Marsh, e un pizzico d’Italia con Gian Maria Volontè, in una scena del film Per un pugno di dollari.

Il primo singolo è Supersonic (“I’m feeling Supersonic, gimme gin and tonic”). Insomma, qualsiasi aspetto legato a Definitely Maybe è semplicemente straordinario e la cosa più bella è che i fratelli Gallagher ne sono consapevoli dal primo giorno in cui il disco è comparso nei negozi (ah, bei tempi…). Proprio qui c’è l’arroganza che ha rilanciato una generazione, reduce dal grunge dei Nirvana. Basta pessimismo, il mondo può non piacerci, ma abbiamo la forza per cambiarlo e non abbiamo paura di usarla e, soprattutto, mostrarla. Sono passati vent’anni, ma ogni singola canzone suona estremamente attuale. Dal suono, al testo: c’è tutta quella voglia di emergere da una città difficile come la Manchester degli anni ’90. C’è la voglia di spaccare tutto, perché noi siamo meglio di voi.

C’è la voglia di Cigarettes & Alcohol, che creeranno non pochi problemi alla band, c’è la voglia di Live Forever. Vent’anni dopo, la missione è compiuta. La sensazione è, però, che il mondo non sia cambiato tanto, sembra essere cambiata la nuova generazione. La voglia di emergere c’è, ma non viene fuori. Per un motivo o per l’altro: o perché non ce lo permettono, o perché non lo vogliamo davvero. E’ bello muoversi su questa linea sottile. La stessa che ha segnato Definitely Maybe: la consapevolezza nei propri mezzi che viene spesso scambiata per arroganza. Allora lo scriviamo, non abbiamo paura di essere arroganti. Di gonfiare il petto.

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Se Definitely Maybe continua a vendere (ha superato le dieci milioni di copie), vuol dire che adesso ci manca qualcosa. Manca qualcosa che ci stuzzichi davvero, qualcosa che ci smuova. E, ragazzi, gruppi come gli Oasis e album come Definitely Maybe escono una volta nella vita.

E allora, Bring it on Down, fatevi sotto!

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