Tungsteno – César Vallejo

by Gianluigi Bodi

Io sto con gli yankee! Devo tutto a loro! La carica di sindaco! Tutto! Sono i miei padroni! sono i padroni di Colca!

Tungsteno e Aria

Chi legge molto lo sa, altri forse lo sospettano, altri ancora ignorano la cosa. Per scrivere un romanzo che dia l’impressione di abbracciare un mondo intero non è necessario impilare i fogli fino a raggiungere l’altezza di una torre di babele. Con Tungsteno César Vallejo fa esattamente questo. Crea un mondo credibile e terribilmente vero utilizzando una tecnica simile a quella dell’intaglio. Lavorando sui particolari.

Scaviamo.

E allora parliamo di questo libro che Sur ha fatto uscire a Gennaio del 2015 e che io, colpevolmente, ho lasciato sullo scaffale dei “da leggere” per troppo tempo. “Tungsteno” è un libro che ti sconquassa lentamente, che ti infila le dita nel petto e ti strappa il cuore come lo stregone malefico di “Indiana Jones e il tempio maledetto”. Il motivo di tanta destabilizzazione emotiva sta nel fatto che Vallejo racconta la storia di un oppressione ignorante. Di una colonizzazione silenziosa. Quella degli stati uniti nei confronti del popolo peruviano, quella degli stessi peruviani nei confronti degli indios. L’astio nasce nel potere. La necessità di alcuni individui spregevoli di mantenere una certa considerazione in confronti degli yankees invasori li porta a compiere azioni disdicevoli contro il loro stesso popolo. L’ignoranza degli indios, un’ignoranza che potremmo definire pura, senza dover scomodare il “Buon selvaggio” si contrappone all’ignoranza grottesca, tratto caratteristico di chi il male non lo produce ma lo esegue. Un popolo che, ancora una volta, non è in grado di opporsi alle pressioni che vengono dall’alto, perché seguire una corrente è sempre più facile che tentare di contrastarla, perché la storia la fanno i vincitori e non i vinti.

Quello che fa Vallejo

Vallejo sorvola un paese, ci porta da un dialogo all’altro, da una scena all’altra, quasi cinematograficamente. Ci racconta il frantumarsi di un tessuto sociale, l’imbarbarimento di una parte dei cittadini, lo sfruttamento di una terra che non porta vantaggi per chi ci abita. Sono scene che vorremmo non vedere mai, che vorremmo restassero relegate nella mente fantasiosa di uno scrittore di talento e che, invece, sono purtroppo familiari. Ora, lì fuori, c’è qualcuno che schiaccia con il piede la testa di un uomo che per lui non è che uno strumento.

Non si può leggere “Tungsteno” e non avere bisogno di aria.

Ringraziamenti

C’è da dire che Sur è cresciuta tantissimo nell’ultimo anno e mezzo. Questo libro è imprescindibile per chiunque si professi amante della letteratura Latino americana.

Davvero ottima la traduzione di Francesco Verde.

César Vallejo (1892-1938) è il più grande scrittore e poeta peruviano della sua generazione, le cui opere sono tradotte e studiate in tutto il mondo. Tungsteno è il suo unico romanzo.

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