La tragedia della cultura

by senzaudio

L’io ha, intrinseca, l’urgenza di fare arte. Proprio il fatto che l’atto estetico sia un’emanazione umana fa sorgere la drammaticità e la problematicità dello stesso. La tragedia della cultura, prospettata da Georg Simmel, filosofo troppo spesso lasciato in un colpevole e vorticoso turbine di oblio e dimenticanza, travalica, tuttavia, la mera questione estetica, confluendo nella metafisica.  Il soggetto che crea è in uno stato di disequilibrio perpetuo, squassato dalle contraddizioni, costretto a negarsi per affermare se stesso. La coscienza al culmine di sé, infatti, tramuta la vita in più che vita, facendola divenire nonvita.

“L’essere umano è un essere che ha limiti da ogni parte e che non ha nessun limite“, scrive Simmel, tuttavia nel superare tali limiti egli va oltre di sé cessando così di essere se stesso. E tutte le creazioni umane sono destinate a trascinare su di sé questo pesante e paradossale fardello. Così il primo artista, per dare voce hai propri moti spirituali, dovette affidarsi ad una tecnica, seppur rudimentale. Ebbene quella forma, che allora sembrava così leggera e rarefatta, ha assunto, nel tempo un peso insormontabile, divenendo statuaria, monolitica e soffocando l’io, che ormai cianotico sta lì quasi morto. Quasi completamente eliminato dalla creazione estetica.

Giunti a questo estremo, al culmine dell’oggettività, si assiste ad una contrazione, ad movimento di rottura, che, riportando il soggetto al centro, assottiglia il ruolo della normatività. Questo è il movimento dell’arte, un movimento vivo e cruento, che viene testimoniato dalla storia dell’arte. Si pensi al Neoclassicismo, alle Avanguardie, ai Futuristi, ai Veristi. La cultura si muove. Vive. Mima i moti della vita e dunque assume su di sé tutti i paradossi che le sono propri. In conclusione sbaglia chi considera la creazione estetica come un momento di riposo, come un’isola felice in cui rinfrancarsi  dalle fatiche dell’esistenza, al contrario essa ci porta al nocciolo dei drammi che la constano. L’arte è il magma pulsante della vita. E’ vita pura.

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