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Toringrad – Darien Levani

written by Gianluigi Bodi 18 luglio 2017
Darien Levani

Questo è uno di quei libri che inizi e devi finire il prima possibile. Scatta qualcosa tra il lettore e il personaggio principale per cui ad ogni pagina ti chiedi se finirà male oppure se alla fine la scamperà.
Perché Drini cammina su un terreno scivoloso. Innanzitutto è albanese e da lui, in quanto albanese, ci si aspetta che agisca in un certo modo. All’inizio Drini non pare essere interessato ad un certo tipo di vita sull’orlo del baratro. Frequenta l’università, fa studi storici, ha altre idee per la testa. Poi la sorella Mimoza si sposa con Petrìt e le cose che non cercavi bussano alla sua porta e lui le accetta come se fosse il destino a volerlo. Ecco che inizia la vita spericolata del protagonista. Sette anni di tensione e poi si compra un bar, il “Toringrad” per cercare di sistemarsi e lasciarsi alle spalle la vita da criminale. Però lo abbiamo imparato un po’ tutti, il passato non ti lascia mai completamente solo. Basta che Petrìt finisca in prigione e i casini ricominciano.

Mentre leggevo ho pensato, finalmente un libro che racconta le cose da dentro. Anche se siamo in presenza di un romanzo certi particolari fanno pensare quasi ad un reportage giornalistico. Era ora di sentire un’altra campana. Ovviamente abbiamo dovuto aspettare che fosse un albanese a scrivere una storia così. Darien Levani ha la capacità di cogliere gli aspetti più importanti della questione sociale della venuta degli albanesi in Italia.
La lucidità che Levani ha donato a Drini è il motore che fa andare avanti la narrazione. Drini è calcolatore, pianificatore, capace di gestire il business con la stessa eleganza con cui un imprenditore dirige la propria impresa familiare.

Il merito è quello di utilizzare una lingua accattivante e una struttura assimilabile a quella dei grandi romanzi polizieschi. Questa volta però siamo dalla parte opposta alla barricata. Non più dalla parte dei neri*, ma dalla parte dello straniero, non siamo più guardie, ma ladri. Questo tipo di atteggiamento ci mette sullo stesso piano dei protagonisti e, per quando la nostra educazione cattolica lo consideri un peccato, ci viene da metterci dalla parte dei “cattivi”. Dalla parte di quelli che non seguono la legge per fare soldi.

Darien Levani (Fratar 1982) vive e lavora a Ferrara. Già autore di romanzi premiati in Albania, sua terra di origine, in Italia ha ottenuto diversi riconoscimenti letterari tra i quali i Premi «Nuto Revelli» e «Pietro Conti». Da sempre impegnato nella promozione culturale della comunità albanese in Italia, è vicedirettore del giornale online Albania News.

* i neri nel libro sono le forze dell’ordine.

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