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Storia di una doppia ossessione – Argomentazione di Linés-Fellow di Jean-Marc Aubert

by Gianluigi Bodi
Titolo:Argomentazione di Linés-Fellow
AutoreJean-Marc Aubert
EditorePrehistorica Editore (2020)
TraduzioneLaura Marzi

Se c’è di mezzo una prefazione di Éric Chevillard non possiamo rimanercene impassibili, non possiamo crogiolarci nella nostra tranquilla routine di lettura. Se dietro c’è Éric “Chevi Chase” Chevillard (l’autore mi perdoni questo stupido gioco di parole) allora significa che davanti c’è uno scrittore da prendere in seria considerazione. E infatti è così. “Argomentazione di Linés-Fellow” di Jean-Marc Aubert è un libro molto molto interessante.

Il Linés-Fellow del titolo è un medico di una piccola cittadina affacciata sul mare, una cittadina che definiremmo tranquilla, ma che in realtà è noiosa, legata ai cicli stagionali, senza avere nulla che la renda diversa da mille altri paesi dello stesso tipo. La scelta di andare a servire in un paese così spento, il nostro Linés-Fellow l’ha presa perché, vista l’alta incidenza di anziani, avrebbe potuto fare molta esperienza. La sua attenzione però viene attirata da Mell Fellops, un uomo privo delle gambe, che passa le sue giornate chiuso in casa e non dimostra nessun interesse per il mondo che esiste fuori delle sue quattro mura. Linés-Fellow lo incita a uscire, a stare all’aria aperta e fare attività fisica. È in quel momento che i destini dei due personaggi si mettono in moto e il tutto passa attraverso l’annuale maratona che attraversa il paese, passando per le dune e per il casinò. Una maratona che, per Mell Fellops, si allunga a dismisura e diventa il fulcro di un’ossessione tragica.

Il libro di Jean-Marc Aubert è garbatamente bizzarro, pregno di humor nero della miglior specie. Attraverso gli occhi del narratore che, badate bene, non vuole assolutamente fare della narrativa, ma portare alla luce i fatti come da lui testimoniati, attraverso i suoi occhi assistiamo al tentativo quasi disperato di Mell Fellops di portare a termine un’impresa più grande di lui. Ma ciò che in realtà si dipana davanti ai nostri occhi è un’ossessione che ne racconta un’altra. Lo stesso dottore verrà irrimediabilmente colpito dalla pazza tenacia di Mell Fellops e ne subirà le conseguenze.

È difficile parlare di questo libro senza svelare particolari che, se scoperti durante la lettura, la rendono ancora più piacevole. Non vorrei espormi troppo e fare un torto al libro. Vi basti sapere che la maratona di Mell Fellops inizia con una semplice sedia a rotelle che con il passare dei chilometri diventa quasi un’estensione dell’appartamento di quest’uomo. I tempi di dilatano, le strategie cambiano in corsa, poi si frantumano, resta solo l’ossessione.

Alla fine veniamo a scoprire il motivo che ha spinto il dottore Linés-Fellow a scrivere il testo che stiamo leggendo. Scopriamo per chi è l’argomentazione e qual’è il suo scopo; scopriamo la natura della menomazione di Mell Fellops e forse ci troviamo di fronte alla manifestazione di un destino ineludibile che ci era già stato messo davanti agli occhi grazie a una serie di piccoli dettagli che rischiavano di andar persi e che invece, alla fine, visti da una certa distanza, formano un quadro completo e complesso. L’ossessione è una compagna di vecchia data per Mell Fellops e il dottore l’ha solo alimentata quando ormai le fiamme sembravano essersi spente.

Traduzione di Laura Marzi.

Note sull’autore:
Jean-Marc Aubert (nato a Nizza, nel 1951) fa il preside in un istituto di scuola secondaria. “È affascinante, comico, seducente come la follia”: questo fu il giudizio di Michèle Bernstein – tra i fondatori del Lettrismo – alla scoperta di Argomentazione di Linès-Fellow. Ha scritto in seguito diversi altri romanzi e raccolte di racconti – pubblicati presso alcune delle più prestigiose case editrici francesi, da Albin Michel a L’Arbre Vengeur, da Fayard sino a Seuil – consolidando così un immaginario incongruo e paradossale che non ha eguali nella letteratura contemporanea, ma che fonda le radici nella ricchissima eredità di Beckett. Finalista al premio Goncourt, ha ottenuto il prestigioso Prix De La Renaissance. Questo è il primo romanzo di Jean-Marc Aubert pubblicato in Italia.

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