Home Inchiostro - Recensioni di libri indipendenti e non. Sotto le casacche

Sotto le casacche

written by senzaudio 24 giugno 2013

maglieCome tutti gli anni, a cavallo tra una stagione calcistica e l’altra, gli sponsor tecnici iniziano a presentare le nuove maglie ufficiali delle squadre di calcio. Alcuni lo fanno alla fine del campionato, altri aspettano l’occasione giusta nel mezzo dell’estate. Non c’è uno schema preciso, si tende solo ad avere la massima visibilità visto che le maglie saranno quelle che, si auspicano gli sponsor, verranno acquistate dai tifosi.
Ora, sul costo sproporzionato delle maglie di calcio si dovrebbe aprire un dibattito, visto che i prezzi hanno raggiunto dei livelli assurdi e non faccio fatica a capire come un ragazzino preferisca comprare una maglia “tarocca” a una ventina di euro piuttosto che spenderne 100 per comprare l’originale.
Questo però non pare il luogo adatto nel quale far nascere un dibattito per cui lascerò ad altri, in altri lidi, decidere quale potrebbe essere il prezzo giusto per una maglia in modo che siano felici, allo stesso modo, sponsor, tifoso e squadra di calcio che incasserebbe soldi extra. D’altronde, ce lo ripetono in continuazione i giornalisti, in Spagna, Inghilterra e Germania il culto della casacca è talmente radicato che le società dal marketing ci ricavano una bella fetta dei loro guadagni.
Oggi però mi interessa altro. Mi interessa scrivere alcune curiosità sulle maglie della vostra squadra del cuore.
Fiorentina: Si narra che la maglia viola sia dovuta ad un errato lavaggio della maglia precedente (bianca e rossa come i colori di Firenze) in un fiume, ma in realtà pare che tale maglia sia stata scelta consapevolmente nel 1929 da Luigi Ridolfi che scelse il viola per distinguersi dalle altre compagini italiane.
Inter: Nata nel 1908 come costola del Milan Football and Cricket Club da 44 dirigenti dissidenti che non amavano la politica imposta dai capi del Milan di non arruolare altri giocatori stranieri, la scelta dei colori pare sia dovuta al pittore e fondatore Sergio Muggiani. Il nero e l’azzurro. L’azzurro fu scelto perché nelle matite che si usavano in quel periodo era in contrapposizione al rosso (che assieme al nero rappresentava la società del Milan).
Juventus: la prima maglia della storia Juventina fu rosa (con un papillon nero), poi dal 1903 si passò all’ormai famoso bianconero a strisce verticali. Queste maglie furono, per così dire, prese in prestito dalla squadra inglese del Notts County, il club calcistico professionistico più antico del mondo. Si narra che un dirigente della Juventus abbia chiesto ad un amico di procurargli una divisa visto che quella rosa non sembrava andare bene. L’amico, tifoso del Notts non vide soluzione più semplice che spedire a Torino le maglie della squadra per cui tifava.
Un’integrazione dovuta. Un nostro follower su Twitter ci ha raccontato una storia diversa. Pare che la Juventus avesse ordinato la maglie “Rosse” del Nottingham Forest, ma che per errore arrivarono quelle del Notts County. Ai giocatori la maglia non piaceva perché sembrava troppo da carcerato, poi vinsero la prima gara e per scaramanzia non le vollero più cambiare. Grazie a @barzainter per la segnalazione.
Milan: la società calcistica del Milan ha sempre avuto gli stessi colori di casacca. Il rosso e il nero che, nelle intenzioni espresse da Herbert Kilpin (giocatore co-fondatore) dovevano rappresentare il fuoco dei diavoli milanisti (rosso) e la paura degli avversari (nero).
Torino: nel caso di questa squadra è la seconda maglia ad avere un aneddoto interessate. Ciclicamente la seconda maglia presenta uno sfondo bianco con una banda diagonale granata. Questa scelta è dovuta al fatto che si vuole rendere omaggio al River Plate, squadra con la quale il Torino è gemellato.
Barcellona: il Barcellona deve i suoi colori alla squadre del Basilea della quale era stato giocatore il fondatore Gamper.
Sampdoria: Tale squadra nacque dalla fusione di due società già esistenti: La Sampierdarenese e l’Andrea Doria. Oltre ad avere fuso le loro denominazioni, quando fu il momento di decidere quali colori dovessero avere le casacche e non volendo perdere nessuna delle due una parte della propria identità, fu deciso di usare il rosso e il nero della prima e il bianco e blu della seconda. Dando vita alla maglia blucerchiata che tutti conosciamo oggi. Un ulteriore curiosità. Il rosso della Sampierdarenese derivava dai colori sociali della Pro Liguria.

Queste sono solo alcune delle curiosità sulle maglie dei vostri idoli, in futuro ne arriveranno altre.

Commenti a questo post

You may also like

Leave a Comment

Questo sito usa cookies per darti la miglior esperienza d'uso. Acconsenti all'uso cliccando il tasto "Accetta" o cambia le tue impostazioni cookie.