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Personaggi precari – Vanni Santoni – Riedizione 2017 Voland

written by Gianluigi Bodi 12 giugno 2017
Vanni Santoni,Personaggi precari,

Com’era quella storia che ci raccontiamo? Se fissi l’abisso abbastanza a lungo l’abisso inizia a fissare te? Che significa poi? Che se studio il male abbastanza a lungo finirò per capirlo e abbracciarlo?
A metà di “Personaggi precari” ho iniziato a farmi questa domanda. Quella che era iniziato come una lettura semplice e riposante ha iniziato a trasformarsi in altro. Quei brevi epigrammi che inizialmente mi facevano sorridere hanno iniziato a farmi faticare. Si dice che per essere tristi si muovano più muscoli di quelli che sono necessari per fare un sorriso. Ho iniziato a sentire il peso di quello che stavo leggendo, o meglio, dell’interpretazione oscura che io stavo dando al testo di Vanni Santoni.
I personaggi sono diventati persone. E come persone, in loro, ho visto qualcosa di me. Qualcosa che non mi è piaciuto, ma di cui non ero totalmente all’oscuro.
In “Personaggi precari” è come se Vanni Santoni avesse iniziato a camminare tra la folla di una qualsiasi piazza e fosse riuscito a carpire spezzoni di pensieri delle persone attorno a lui. In questo modo è riuscito a costruire un flusso di coscienza costruito da mille coscienze diverse che in qualche modo restituiscono un’immagine. Mi figuro un volto dai connotati indecifrabili, ugualmente maschile e femminile. Un volto fuori fuoco, leggermente fuori fuoco, quel tanto che basta per farti capire che qualcosa, in quell’immagine non va. Non è limpida.

Non so quale fosse lo scopo alla base di “Personaggi precari” e non credo nemmeno debba essere necessario trovarlo. Credo che Santoni abbia semplicemente messo in riga l’assurdo del mondo in cui viviamo. Una serie di comportamenti malati, fallati, imprecisi, volgari. Ma questi comportamenti sono come uno specchio che riflette le nostre debolezze. I nostri sogni infranti, i nostri sogni venali e marci. Potrebbe essere un punto di partenza per cercare di essere migliori, o la condanna definitiva.

Mi rivolgo ora a te, lettore. Qui dentro potresti trovare lo stesso messaggio che ho trovato io, oppure il suo opposto, e in entrambi i casi avremmo ragione entrambi e avremo torto entrambi. Fare una sintesi di “Personaggi precari” potrebbe essere la strategia sbagliata con cui provare a leggerlo. Io vi ho trovato dentro amici e nemici, parenti e conoscenti e ho trovato dentro me stesso. Buona lettura.

Vanni Santoni è nato a Montevarchi nel 1978. Ha pubblicato, tra gli altri, i romanzi Gli interessi in comune(Feltrinelli 2008), Se fossi fuoco arderei Firenze (Laterza 2011), Terra ignota (Mondadori 2013) e, da fondatore e coordinatore, In territorio nemico (minimum fax 2013).

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