Home Inchiostro - Recensioni di libri indipendenti e non. Me and the Devil – Maria Elena Cristiano

Me and the Devil – Maria Elena Cristiano

by Claudio Della Pietà

“Non può finire così” – bofonchiò Bobby Joe fra una bolla di sangue e l’altra. – Non erano questi i patti.

Quasi 500 pagine di puro piacere, senza sfumature o cedimenti. Colori chiari, contorni definiti, ruoli precisi. Poche balle, poche parole, gesti inequivocabili, musica a palla e sangue ovunque.

Io non so da dove sia stata capace di tirar fuori questa storia Maria Elena Cristiano, a lettura completata mi sono anche scaricato (legalmente) un po’ di musica di Robert Johnson e da quel giorno l’ascolto quotidianamente, ma non mi ha aiutato nemmeno a scrivere la recensione.
Poche settimane fa ho raccontato la lettura del romanzo di un’altro autore italiano che mi ha fatto molto divertire, e lo confermo. Ora sto per parlarvi di un libro che non c’entra nulla con quello precedente, ma vi assicuro che mi sono nuovamente divertito, “assai” (come dice il mio amico @ClaudioMarinaccio).

L’ambientazione del romanzo aiuta molto, siamo negli Stati Uniti, ne attraversiamo una buona parte, 1800/1900 miglia da est a ovest, dal Mississippi alla California, in compagnia di quattro ceffi che fanno prima quasi tenerezza, poi diventano simpatici, poi fanno un po’ pena, insomma ti dispiace che le cose vadano in un certo modo, ma le sorprese non finiscono mai. Bellissimo.

Come dicevo, per coloro spero molti, che decideranno di leggere Me and The DEVIL, pubblicato da Delos Books e ben scritto da Maria Elena Cristiano che altre belle sorprese ha in serbo per i suoi lettori, quattro saranno i compagni di intensi momenti, quattro ragazzi carichi di desideri, carichi di passione per la musica, ma come tanti altri coetanei , non troppo bravi come credono, meno ancora fortunati di quello che sperano, e facili a falsificare l’entusiasmo usando alcol e sostanze più o meno pericolose.
Il quartetto è guidato da Frank, quello che sembra avere più rotelle al posto giusto, quello che scrive i pezzi, quello che cerca i contatti con agenti e locali, il boss della faccenda, ma lo sapete che l’abito non fa’ il monaco.
Figuriamoci quando di mezzo c’è Lucifero.
Eh sì, perché l’altra faccia della medaglia di questo romanzo, il co-starring, è proprio lui, The Devil, in carne ed ossa, e sangue, e materia cerebrale.
Me and The Devil. Quando lessi il titolo, e soprattutto quando vidi la copertina, non esitai un attimo a decidere di leggerlo, soprattutto avendo già letto L’isola delle bambole. E Maria Elena ha fatto ancora centro.
Alla ricerca del successo, desideroso di sfondare con la sua band, quando sembra aver toccato il fondo, Frank stabilisce un contatto eccezionale. Con il diavolo. Si tratta di un contatto serio, non si gioca, Frank lo capisce presto. Ma inizialmente sembra quel patto, quell’accordo che sognava, che produce riscontri concreti e positivi, il gruppo di Frank giunge dove avrebbe sempre voluto, Frank è idolatrato dai suoi compagni, Tommy, Michael e Vinnie e da milioni di fan.
La band è al settimo cielo, sono arrivati così in alto che faticano a credere sia tutto vero. La loro vita viene stravolta, lusso, soldi, donne, droga, tutto ciò che desiderano e immaginano arriva in pochi secondi ai loro piedi, tutto e tutti pendono dalle loro labbra. Sono quattro nuovi messia attorniati da ferventi fedeli.
Loro, proprio le orde di fan che li seguono ovunque, che legittimano il loro successo, sono gli stessi che daranno però il segnale d’allarme, che pur involontariamente apriranno gli occhi alla band sul limite raggiunto o meglio, già pericolosamente oltrepassato.
Il patto col diavolo è pieno potremmo dire, di clausole vessatorie e Frank, che ha firmato col sangue, non può più tirarsi indietro.
Da qui in poi, questa storia eccitante, adrenalinica, comincia anche a generare quesiti importanti. Come i libri importanti pone domande, non regala risposte, perciò preparatevi a chiudere il libro e a rimanere con in mano un pugno di dubbi, nuovi e vecchi.
Due sono i temi a mio parere che saranno oggetto delle domande. Il primo, palese all’interno della storia, è ben noto ad ogni essere umano fin dal famoso furto della mela nel giardino dell’Eden: la libertà dell’uomo, da sé stesso, o da chissà chi altro, o da chissà che cosa.
Il secondo, forse più nascosto, ma che mi ha angosciato tanto quanto, è l’indifferenza. Tutti coloro che ruotano attorno alla band, sembrano automi incapaci di qualsivoglia sensazione. Questa è finzione certo, “ogni riferimento è puramente casuale” si dice, l’autrice ha un progetto preciso che prevede anche questo, ma secondo me nel progetto c’è proprio anche la decisione di mostrarci come siamo, di raccontarci dove siamo e dove rischiamo di andare a finire.
Buona lettura, guardatevi le spalle e ascoltate buona musica.

Claudio.

“Credevo che il messaggio … fosse chiaro. Distruggerò tutto quello che ti sta a cuore. Ti spezzerò, ti costringerò a implorarmi e, alla fine, ti indurrò a servirmi. Non puoi vincere, Frank, fattene una ragione.”

 

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