Home Inchiostro - Recensioni di libri indipendenti e non. La frustrazione di raccontar musica

La frustrazione di raccontar musica

written by senzaudio 11 giugno 2013

MusicaUna dozzina di anni fa, mentre mi trovavo in una libreria di Via del Popolo a Roma, una mia cara amica del tempo mi disse cdi aver letto in una rivista che gli psicologi ritenevano che tra tutte le tipologia di artisti, quella dei più frustrati era la categoria degli scrittori. Il motivo era semplice. E’ difficile spiegare a parole quello che sgorga dall’immaginazione e che come fonte ha il profondo dell’intelletto umano. Ora, io non so se questa mia amica mi abbia detto la verità, non so se quella rivista l’abbia letta, se gli psicologi abbiano realmente cercato di stilare una gerarchia della frustrazione tra gli artisti, so solo che le sue parole mi sono tornate in mente proprio oggi mentre pensavo che avrei voluto scrivere qualcosa su un gruppo musicale che adoro particolarmente. La questione è molto semplice. Se già è difficile scrivere e far vivere alle persone che leggono ciò che si possiede nei meandri della nostra mente, ritengo che sia ancora più drammatico riuscire a convogliare a parole l’amore per una band o per un cantante. Musica e letteratura viaggiano su binari paralleli che a volte si intersecano, ma riuscire a spiegare l’una con l’ausilio dell’altra è un’impresa che a tentarla qualcuno potrebbe essere considerato un pazzo.
Pensateci. Già facciamo fatica ad essere tutti d’accordo sulla bellezza di un libro. Ad esempio. “Il giovane Holden” viene ritenuto dalla stragrande maggioranza delle persone un grande capolavoro. A me non è piaciuto. Io preferisco il Salinger scrittore di racconti. E per la musica? Ora profanerò un mito di generazioni e generazioni, a me i “Doors” fanno l’effetto di un blando lassativo. E quindi la questione si complica, dovremmo essere in grado di scrivere con una scrittura che lasci spazio al contenuto che si vuole veicolare e in un modo che riesca a risaltare l’effetto che la musica produce in noi. In poche righe, magari tra assonanze e consonanze, riuscire a smuovere qualcosa nella vostra mente che ci permetta di entrare in sintonia. Io dovrei entrare nella vostra mente con i miei gusti musicala ma, diciamocelo, lo volete davvero un coinquilino nel vostro cervello?
Ora, ritornando alle parole dette da quella vecchia amica mi rendo conto di quanta frustrazione ci possa essere nelle parole di qualcuno che vorrebbe regalarvi le più belle sensazioni mai provate e che invece, ahimè, non ce la farà mai.

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