Home Inchiostro Fresco - Recensioni di libri letti da Gianluigi Bodi Juliann Garey – Solo rumore

Juliann Garey – Solo rumore

written by Gianluigi Bodi 11 maggio 2016
Juliann Garey

Greyson Todd è un marito e un padre di famiglia anaffettivo che scappa di casa.
Greyson Todd è un bambino con un padre inaffidabile che ricorre un sogno indefinito e una madre che si ammazza di lavoro per tenere assieme la famiglia.Greyson Todd è un produttore di Hollywood di successo con una scuderia di autori da premio oscar, ha il mondo ai suoi piedi e il potere di decidere le sorti della carriera di chiunque.
Greyson Todd è un girovago, salta da un paese all’altro, si infila in sordidi posti rischiando la vita, prende e lascia chiunque, non sta inseguendo qualcosa, sta fuggendo da qualcosa.
Greyson Todd ha appena subito l’ennesimo elettroshock, ha faticato a tornare tra noi, ha un saporaccio metallico in bocca e forse non ha corso abbastanza ed è stato raggiunto.

Questo e molto altro è Greyson Todd, ma la cosa principale è che “Solo Rumore” è un libro dannatamente bello e Juliann Garay è una scrittrice da tenere d’occhio.

Quella che vi ho raccontato qui sopra è, in sostanza, la trama. “Solo Rumore” è un libro che si sviluppa tra un salto temporale e l’altro. Scene che, prese tutte assieme, aiutano a definire il personaggio di Greyson Todd. Una successione di eventi che, è palpabile, ci accompagna attraverso il processo degenerativo di una mente. Un protagonista che evidentemente non è riuscito ad elaborare i traumi infantili o che forse porta dentro di sè la tara genetica del padre. Mano a mano che il libro procede si nota infatti una somiglianza tra le due figure. Quella di un Greyson ormai adulto e in lotta con i propri mostri interiori e quella di un padre seduto su una poltrona, ubriaco fradicio e preso a mettere ordine tra cose che un ordine non lo avranno mai.

Questo è indubbiamente uno dei migliori libri che ho letto del 2016. Una scrittura coinvolgente, pronta all’analisi, ma spettacolare nel dare una pennellata al quadro generale. L’Hollywood degli attori strapagati e strafatti, l’Africa della miseria e dell’inganno (ma anche dei rapporti sinceri e diretti), il centro di cura, con le sue contraddizioni e la violenza.

Altra ottima tazza di Black Coffee grazie al lavoro di Leonardo Taiuti (che qui, come traduttore, da il meglio di sé) e Sara Reggiani oltre che il supporto della casa editrice Clichy di cui Black Coffee è solo una delle numerose interessanti collante.

Juliann Garey è giornalista e sceneggiatrice, e i suoi scritti sono comparsi su Marie Claire, New York Magazine e Los Angeles Times. Ha frequentato la Yale University e la Columbia Graduate School of Journalism ed è curatrice della raccolta Voices of Bipolar Disorder: The Healing Companion. Vive a New York. Solo rumore è il suo primo romanzo.

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