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Jean Webster – Papà Gambalunga: Edizione integrale e annotata

by Gianluigi Bodi

Per chi legge con un occhio di riguardo alle case editrici indipendenti credo non ci sia niente di meglio che fare la conoscenza di una nuova realtà editoriale attraverso un buon libro. Posso dire che con Caravaggio editore mi è capitato proprio questo, non conoscevo l’editore e il libro che ho letto mi è piaciuto molto.

Il libro è “Papà Gambalunga” di Jean Webster che Caravaggio pubblica in un’edizione integrale e annotata a cura di Enrico de Luca, che si occupa anche della traduzione assieme a Miriam Chiaromonte.

Il titolo del libro potrà esservi familiare in quanto da quest’opera è stato tratto un anime giapponese che ha avuto un discreto successo anche in Italia. La storia ripresa dall’anime è abbastanza fedele rispetto a quanto viene raccontato nel libro, ma a mio parere, come spesso accade in questi casi, la versione originale, il mezzo originale è decisamente migliore.

Il romanzo si sviluppa con una breve introduzione nella quale facciamo conoscenza di Jerusha Abbott (Judy), un’orfana dell’istituto John Grier che non ha mai conosciuto i genitori e ha ottenuto un nome dalla tutrice. Il cognome è stato preso dall’elenco telefonico, il nome da una lapide. Nell’introduzione inoltre viene spiegato a Judy che la sua abilità nella scrittura ha colpito uno dei membri della commissione che si occupa di gestire l’orfanotrofio il quale ha deciso di farle proseguire gli studi con l’idea che lei diventi una scrittrice. Unica condizione: Judy deve scrivere al suo benefattore almeno una lettera al mese per fargli conoscere i progressi scolastici.
Judy non ha idea di chi si nasconda dietro all’anonimato, ha solo visto un’ombra su un muro, un’ombra che restituisce l’immagine di un uomo con le gambe molto lunghe.

Da questo punto in poi il romanzo diventa epistolare. Abbiamo solo le lettere che Judy scrive a John Smith (così ha deciso di farsi chiamare il benefattore) e nelle quali, con dovizia di particolari e un senso dell’umorismo fuori dal comune (e direi anche un po’ si sfacciataggine) descrive la vita all’interno della scuola e gli stati d’animo che la attraversano. Accanto ad un continuo senso di scoperta ed emancipazione Judy prova la vergogna di essere fuori posto, di non essere sincere con le persone che le sono accanto, con le compagne di stanza ma, soprattutto, con Jervis, un ragazzo di ottima famiglia del quale lei si innamora.

Nelle missive rivolte a John Smith c’è tutto, c’è anche un certo astio adolescenziale nei confronti della figura del benefattore capace di atti di estrema generosità, ma anche di darle istruizioni che limitano la necessità che Judy ha di esplorare un mondo che non è il suo.

Non darò ulteriori elementi di trama per non rovinare il libro a chi non ha visto il cartone animato su Italia uno trasmesso agli inizi degli anni ’90. Mi limiterò a dire che il romanzo “Papà Gambalunga” è stata una lettura davvero piacevo. Judy è un personaggio per il quale non si può che nutrire un’instintiva simpatia. L’edizione Caravaggio è curata davvero molto bene e all’interno del volume ci sono anche le illustrazioni originali dell’autrice, nonché le note del curatore.

JEAN WEBSTER, all’anagrafe Alice Jane Chandler Webster (1876-1916), la cui madre era nipote di Mark Twain, è stata una scrittrice americana che si interessò anche di questioni sociali, supportando istruzione e suffragio femminili. Fra i suoi romanzi: When Patty Wentto College (1903), The Four Pools Mystery (1908), Much Ado About Peter (1909), Just Patty (1911), Daddy-Long-Legs (1912) e il suo seguito Dear Enemy (1915).

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