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Gli editori indipendenti propongono “editori in scambio” al Salone del libro di Torino

written by Gianluigi Bodi 21 aprile 2016
Editori in scambio

Se quest’anno, dal 12 al 16 maggio aveste deciso di passare le vostre ferie al Salone Internazionale del libro di Torino vi potrebbe capitare di passare davanti a degli editori indipendenti e non vedere le solite facce. Si sa, al Salone è tutto un camminare, si passa e si ripassa attraverso gli stessi corridoi a macinar chilometri. Voi però, che c’avete l’occhio clinico e non vi sfugge mai niente, vi ricorderete di avere già visto quelle facce in altri stand. Non è che la vostra sia un’allucinazione data dal caldo e dall’annegare dolce nel mare dei libri. Non è che sembrano gli stessi, lo sono! Sono solo momentaneamente in casa altrui. E tutto questo perché a una solerte addetta stampa è venuto in mente di proporre “Editori in scambio”. Ora, sono certo che le domande da porre a questa persona vi siano arrivate in testa a centinaia, quasi da ingolfarvi i neuroni, siccome sono buono, alcune di queste domande a Silvia Bellucci, gliele pongo io.

Silvia, facciamo finta che ci siamo trovati in un bar con l’idea di bere un caffè e fare due chiacchiere e che il caffè è poi diventato una birra, poi un altra e un’altra ancora e io, con la lingua felpata ti chiedo: come diavolo ti è venuta questa idea?

Può sembrare che mi fossi già scolata la terza birra quando mi è venuta in mente l’idea di organizzare “Editori in scambio”, in realtà avevo in mano una granita alla mandorla con la panna, ero a Messina durante una fiera dell’editoria. Accanto allo stand di Exòrma quello di Miraggi Edizioni. Un ragazzo si avvicina e mi chiede se tra le pubblicazioni di Exòrma ci sono raccolte di poesie. Nel nostro catalogo c’è un poemetto in versi, Mandeville, storie del primo viaggio intorno al mondo di Matthew Francis, ma non delle raccolte; avevo però iniziato a leggere pochi giorni prima Ostello della gioventù bruciata di Alfonso Maria Petrosino pubblicato da Miraggi. Così mi sono spostata verso lo stand di Miraggi e ho caldeggiato questo titolo al lettore in cerca di poesia. La cosa banalmente sorprendente sta nel fatto che consigliando una pubblicazione di un altro editore ti puoi permettere di dire cose che nei tuoi soliti panni non potresti mai dire senza cadere nell’orribile autoreferenzialità. In casa altrui sei un lettore alla pari e ti puoi concedere anche un semplice: “Quello è un libro molto bello, glielo consiglio perché…”.

Scherzando ho detto a Fabio Mendolicchio– editore di Miraggi – che mi sarebbe piaciuto organizzare un vero e proprio scambio di stand tra editori.

Tra gli editori indipendenti c’è sinergia, si è notato in modo evidente al Book Pride di Milano. È stato in quella occasione che sono andata da Daniela Ferrante – ufficio commerciale Add Editore, perché un “commerciale” serve sempre – e le ho proposto di organizzare “Editori in scambio” in occasione del Salone Internazionale del Libro di Torino. Eravamo evidentemente ubriache di adrenalina e stanchezza, c’è sembrata un’idea divertente e ci siamo messe all’opera.

Ok, adesso tutti sanno come siamo arrivati a “Editori in scambio”, ora a me interesserebbe sapere, nel lato pratico, come organizzerete la cosa, ci sarà un programma dell’iniziativa?

Gli editori partecipanti si scambieranno stand per un’ora. Tramite Facebook verrà comunicata nei giorni precedenti all’apertura del Salone l’“ora X”, gli “scambisti” si troveranno davanti all’ Independent corner (padiglione 1) del Salone e da lì si dirigeranno ognuno allo stand ospite dove adotteranno e promuoveranno un titolo.
L’iniziativa è aperta a tutti gli editori indipendenti che vogliono aderire al progetto. Il 2 maggio verranno pubblicati sulla pagina dell’evento Facebook i nomi degli editori aderenti e successivamente il programma completo con orario e destinazioni dei partecipanti.

Qui: https://www.facebook.com/events/1547331118896700/

Quale pensi che sia l’aspetto più difficile da gestire per un editore che va in un altro stand a proporre un libro non suo?

Siamo editori ma siamo prima di tutto lettori e non leggiamo solo ciò che pubblichiamo in casa. Una volta giunto nello stand dell’ospite, l’ospitato sceglie in totale libertà un titolo che per lui è interessante, significativo, godibile… Un libro letto e consigliabile. Forse la difficoltà maggiore sta nel dover selezionare un unico titolo.

Ultima cosa, cosa pensi che ti lascerà dentro questa iniziativa? Dal punto di vista professionale, ma soprattutto da quello personale?

Una brutta fama nel settore? Diciamo che te lo farò sapere il 17 maggio.

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