Home Inchiostro Fresco - Recensioni di libri letti da Gianluigi Bodi David Toscana – La città che il diavolo si portò via

David Toscana – La città che il diavolo si portò via

written by Gianluigi Bodi 26 ottobre 2015

A me i cambiamenti fanno paura. E’ sempre stato così. Tra qualche mese probabilmente sarò costretto ad affrontare un altro cambiamento e la cosa mi rende nervoso. E’ la mancanza di certezze che mi blocca.

Cosa può succedere ad una città, a delle persone, quando il cambiamento è epocale? Quando IL cambiamento significa vedere le truppe naziste abbandonare la città che conosciamo e che ormai abbiamo imparato ad abitare con tutti i pericoli del caso?
Succede che ci troviamo di fronte ad un vuoto di proporzioni gigantesche. Un vuoto in cui i sopravvissuti sono costretti a ritrovare una routine persa, sono costretti a riabitare quei luoghi e a risentirli proprie. Anche se questo significa affrontare quell’arma a doppio taglio che si chiama Libertà.

Che succede poi se sei vivo solo perché al momento giusto ti è uscita una bugia, un numero che ha salvato te e altri due compagni e condannato alla fucilazione tutti gli altri? Come vivi la tua libertà, il tuo essere a piede libero? Non c’è forse in tutto quello che fai un senso di colpa distruttivo che lentamente ti erode e lascia di te solo una rovina?
Rovine e macerie come quelle della Varsavia che vivi quotidianamente, della Varsavia in cui incontri a suon di bevute le altre anime perse come la tua.

David Toscana ha una scrittura sottile, che lentamente arriva fino al cuore. Regala momenti di ilarità con il solo scopo di farti assaporare l’assurdità della vita, la disperazione dei sopravvissuti, l’incapacità di affrontare un cambiamento epocale come quello che porta alla libertà. Se sei diventato “qualcuno” mentre fuori volavano le pallottole, la gente moriva di fame, i bambini non crescevano e le lacrime erano all’ordine del giorno, come può essere “un altro”?

La città che il diavolo si portò via” è uno sguardo diverso sulle questioni della seconda guerra mondiale. Quello che la guerra ha compattato e indurito può essere distrutto dalla libertà?

La traduzione di Stefania Marinoni è davvero eccellente. E’ davvero un piacere leggere queste pagine che ti fanno rimpiangere un po’ meno di aver scelto francese come seconda lingua all’università.

Se dovessi contare le uscite annuali di Gran Via edizioni probabilmente mi basterebbe una mano o giù di lì. Questo per darvi un’idea della grandezza di questa casa editrice. Eppure, dimensioni a parte, la qualità dei lavori che pubblicano è sempre altissima. Sia nella scelta degli autori prodotti sia in quella dei collaboratori. La grafica, per dirne una, è il regno di Mirko Visentin che, con “La città che il diavolo si portò via” crea una copertina che in un unico colpo d’occhio restituisce perfettamente l’anima del libro.

David Toscana è nato nel 1961 a Monterrey, Messico. I suoi libri sono stati tradotti in molte lingue, in particolare L’ultimo lettore (Ed. Riuniti) ha vinto tre premi letterari, tra cui il prestigioso premio di narrativa Antonin Artaud. Di prossima pubblicazione presso gran vía La città che il diavolo si portò via, suo ultimo romanzo.

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