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Il corpo umano è una macchina unica ed insostituibile, anche se nel corso degli anni, con i progressi in campo medico, elettronico, chimico e fisico, questa affermazione sta diventando obsoleta. Oggi, quali sono le possibilità per riparare o sostituire parti del corpo che non funzionano? Ecco alcuni spunti per capire dove siamo arrivati. Partiamo dalla testa, l’orecchio è un esempio molto eloquente di quanto si sia evoluta la tecnica per riparare o sostituire questo organo del corpo che ci permette di comunicare; si parte dai semplici auricolari (che sono degli altoparlanti in grado di amplificare selettivamente alcune frequenze sonore) per giungere ai moderni impianti cocleari che permettono di sostituire completamente l’orecchio umano. Per quanto riguarda l’occhio invece siamo molto più arretrati, i difetti della vista possono essere corretti con i normali occhiali o con le lenti a contatto, in alcuni casi, grazie al laser, è possibile anche modellare la cornea, in modo da correggere miopia o presbiopia ma per quanto riguarda l’organo intero, si sono fatti pochi progressi in questo campo e, solo negli ultimi anni, sono iniziati esperimenti per “coltivare” il tessuto della retina, a partire da cellule staminali e per costruire un vero occhio bionico. La ragione di questo stallo è data dall’enorme complessità di questo organo che permette di trasformare segnali elettromagnetici in impulsi elettrici grazie a tessuti che sono più sofisticati dei chip fotonici sperimentati nell’opto elettronica. Scendendo nel corpo umano, troviamo tutta una varietà di apparati di cui la scienza medica si è occupata dalla notte dei tempi, quasi tutti i nostri organi interni possono essere trapiantati e grazie alla moderna biologia molti di questi si potranno ricreare per clonazione. Un organo essenziale però è stato studiato più di tutti, data la sua importanza, il cuore umano è infatti l’unico che sia stato ricreato artificialmente; anche in questo caso, la complessità del meccanismo di funzionamento, ha dettato legge, il cuore è fondamentalmente una pompa che fa circolare il sangue ma le sue capacità sono frutto di tessuti altamente specializzati. Oggi esistono pacemaker che regolano il battito, protesi e cuori artificiali che funzionano ma, rispetto all’originale organico, si tratta di meccanismi semplici ed ingombranti; certo che sono comunque dei salvavita in cui si investe per una continua ricerca di perfezionamento. Finiamo quindi con le gambe e le braccia, in questo caso la ricerca spazia tra diversi campi, le più sofisticate protesi, oltre ad essere create in materiali sempre più avanzati, sono controllate da sensori che permettono di far muovere ai pazienti il braccio o la gamba artificiale come se fosse il proprio arto. Non tralasciamo poi gli esoscheletri , che dall’inizio del campionato mondiale di calcio hanno avuto un lancio pubblicitario enorme; questi apparati permettono di muoversi contando su morti elettrici che aiutano o fanno effettivamente il movimento dell’arto danneggiato o mancante. L’unico organo che, fino ad oggi, sembra non possa essere sostituito o rimpiazzato è il cervello,che con la sua capacità di immagazzinare e processare le informazioni, é un apparato tra i più esaminati oggi.

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