Home Inchiostro Fresco - Recensioni di libri letti da Gianluigi Bodi Tutto quell’amore disperso – Luca Raimondi

Tutto quell’amore disperso – Luca Raimondi

by Gianluigi Bodi

Se Carlo fosse una persona reale non so se lo vorrei come amico. Non so se lo vorrei al mio fianco. Insomma, mi è sembrato uno di quegli individui talmente tanto impegnati a pensare, a districarsi tra mille sovrastrutture da non avere tempo per vivere la propria vita. Persone così, mi sembra, non hanno istinti primordiali. Hanno solo razionalità spinta al limite.
Carlo Piras per me è questo. Uno studente che non ha ancora trovato il proprio posto nel mondo, che non ha ancora ben chiara la strada che andrà a percorrere. Certo, di per sé, trovare la propria via è già un’impresa. Carlo rende tutto più complicato. Intendiamoci, l’età che comprende gli ultimi tre anni delle scuole superiori e il primi dell’Università è un’età complessa. Ci so forma caratterialmente, si forma in noi l’adulto che saremo, si formano le nostre relazioni, il modo in cui intendiamo l’amore (che poi si può dire che sta un po’ tutto lì) e quanto siamo disposti a dare di noi agli altri. Carlo Piras ci mette del suo a rendere tutto questo caos ancora più caotico. Innalza ostacoli, li crea anche dove non ci sono. Il suo amore per la filo(Sofia) è altalenante, barcolla. Non si riesce a decidere e quando decide è quasi fuori tempo massimo.
L’impressione che mi da Carlo è quella di una persona che ha delle aspettative dagli altri che non corrispondono a parametri reali. Le proiezioni che impone sugli altri sono spesso sbagliate. E’ che, alla fine, siamo tutti pesci dello stesso mare, siamo tutti nel torbido, navighiamo a vista. Lui, Natalie, Ricky, Massimo e Sofia. Procediamo per tentativi. Sbagliamo. Ogni tanto becchiamo la cosa giusta. Raramente.

Io non provo simpatia per Carlo, mi sembra evidente. Mi sembra anche una cosa bella. Se dovessimo amare tutti i personaggi che abbiamo incontrato da lettori dove andremmo a finire? Se fosse un mio compagno d’Università lo eviterei. Se fosse mio vicino da casa lo saluterei e tirerei dritto. Perdendomi sicuramente quando di interessante ha da dare. Perché, a ben vedere, anche io faccio un po’ come lui. Proietto aspettative puntualmente errate. Quindi sono un po’ come Carlo.

“Tutto quell’amore disperso” è l’ultimo libro di Luca Raimondi. Un giovane scrittore che si cimenta con passione nella materia letteraria. Che si sporca le mani.
Potrei dire che “Tutto quell’amore disperso” è un libro perfetto, ma non lo dirò. Io credo che Luca possa fare ancora molto. Il che non significa che questo libro non è bello o non è ben scritto. Anzi. La mia antipatia nei confronti di Carlo ne è la riprova. Ha creato un personaggio credibile, se avesse creato una macchietta non ce l’avrei così tanto con lui (Carlo). Eppure sento che sotto il motore ci sono cavalli in più che Luca non ha ancora sfruttato.
Io vi dico: leggete “Tutto quell’amore disperso” e ditemi cosa ne pensate. Vi dico: fate un tuffo nel passato e ritornate agli anni in cui tutto sembrava di vitale importanza. Luca vi sta portando lì.

Quando ho preso in mano questo libro sono andato a cercare qualche informazione della casa editrice. Non la conoscevo e non volevo fosse un editore a pagamento. Non lo è. E’ pure un editore, piccolo, ma con le idee chiare. Qui trovate informazioni su “Il foglio letterario

Luca Raimondi è nato nel 1977 ad Augusta, in provincia di Siracusa. Presso l’Università di Catania si è laureato in Filosofia nel 2000 e in Scienze dell’educazione nel 2003. Ha pubblicato con le Edizioni Dell’Ariete i romanzi Cerniera lampo (1996) e Cuore del vuoto (1998), con Aracne Marenigma (2009), con Melino Nerella il lungo racconto contenuto in Amore, rabbia e verità (2009) e quello più breve in Le eccellenze del gusto (2011). Nel 2013 ha pubblicato per le Edizioni Il Foglio Se avessi previsto tutto questo. In cerca d’amore nella Catania di fine millennio. 
È autore anche di alcuni saggi, tra cui Nient’altro che un sogno. Pasolini e la Trilogia della vita (Bastogi, 2005), Il pensiero pedagogico di Pier Paolo Pasolini (Sampognaro & Pupi, 2006) e Comunicare la cultura (Bonanno, 2007). Regista, montatore e sceneggiatore, tra il 2002 e il 2008 ha diretto sei edizioni del festival Corto Siracusano, nel cui ambito ha pubblicato il volume Fronte del corto. Scenari siciliani del film breve (Sampognaro & Pupi, 2005). Collabora con il periodico on line Diorama (www.dioramaonline.org).
Il suo blog è www.lucaraimondi.blogspot.it

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