Home Inchiostro Fresco - Recensioni di libri letti da Gianluigi Bodi Gli autori raccontano “Teorie e tecniche di INdipendenza” parte seconda.

Gli autori raccontano “Teorie e tecniche di INdipendenza” parte seconda.

written by senzaudio 5 maggio 2016

Angelo Orlando Meloni

Il mio racconto ha un inizio, uno svolgimento e una fine; se vogliamo pure un colpo di scena. Ci sono un sacco di parole, ma soprattutto accadono un po’ di cose, che ho cercato di raccontare in maniera accattivante. Secondo Arcadius Pelagrus, il noto robot-critico della Trantor Positronic Review, “il racconto di A.O.M. sblurba di brutto, è come una piumina di mesoni ziffati alla ammazzasette su di un gotto esplosivo pangalattico che striffa micro buchi neri sul parabarba di un adustatore di Omicron 3”.

Andrea Malabaila

“Il gelo” è nato grazie al bellissimo video di “The Age of the Understatement” dei Last Shadow Puppets, da cui ho tratto l’ambientazione russa e la giovane pattinatrice, e si è sviluppato in un romanzo ucronico di oltre cinquantamila parole che è poi rimasto inedito. Ma l’incipit mi sembrava adatto all’idea di dipendenza/indipendenza di quest’antologia e così ho pensato di riesumarlo.

Alessandro Sesto

“Malakian, con l’espressione di uno che compie un grande gesto sportivo, accavallò le gambe, ci mise una ventina di secondi, sembrava una faccenda geologica più che un movimento umano, e disse che mi avrebbe fatto una domanda, forse due, alle quali sperava che rispondessi onestamente. Promisi che sarei stato sincero, lui mi ringraziò e poi mi chiese se avessi mai considerato la possibilità, solo la possibilità, di essere un coglione. Risposi di no, e così chiese ancora se avessi qualche motivo per escludere del tutto la possibilità di essere un coglione, o se in coscienza non potessi escluderla. Risposi ancora di no, che non potevo. Bene, fece.” Da “Malakian” in “Teorie e tecniche di INdipendenza”. VerbaVolant Edizioni.

Lucia Moschella

“Cosa accadrebbe se il virus Zika comportasse più della sola microcefalia?” Quello che tenta di fare La grande evoluzione è raccontare lo scenario umano che ne potrebbe derivare. Quello che non si permette di fare è comprendere le ragioni e le storie dei singoli. Parte tutto da crani un po’ più piccoli del normale. E forse finisce peggio.

Alan Poloni

Inizialmente avevo scritto un altro racconto ambientato nel villaggio di Asterix il giorno successivo alla morte violenta dell’eroe, seviziato e oltraggiato dai romani. Ci avevo lavorato per due mesi ma poi, una sera che per la prima volta lo avevo visto senza trucco, acqua e sapone, il racconto non mi era più piaciuto e avevo deciso di abbandonarlo. A quel punto è venuto fuori Il dolore, proprio, che anche senza rimmel mi faceva morire. Tra l’altro è il miglior racconto che potessi scrivere in quel preciso momento storico quando la barra spaziatrice del mio computer aveva smesso di funzionare.

Davide Predosin

Vittima di una piccola e provvidenziale disavventura domestica, pertinente, credo, con il titolo della raccolta e con il concetto di indipendenza, mi è piaciuto raccontarla. Conoscerete i miei vicini e il mio caro amico Arcangelo Miniaci.

 

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