Home Inchiostro Fresco - Recensioni di libri letti da Gianluigi Bodi Amy Fusselman – Il medico della nave / 8

Amy Fusselman – Il medico della nave / 8

by Gianluigi Bodi

Due libri al prezzo di uno in questa nuova uscita targata Black Coffee. Ancora una voce femminile e, per la prima volta, qualcosa che non è ne un romanzo ne una raccolta di racconti. Si tratta di due lunghi monologhi autobiografici. Certo, nessuno ci vieta di leggerli come se fossero racconti lunghi, ma credo che ci perderemmo qualcosa, forse il nucleo del libro.

Il medico della nave

Ne “Il medico della nave” il racconto di Amy Fusselman è rivolto al passato. Il padre è in fin di vita, una lunga malattia lo sta consumando. E’ sul letto di morte, gorgoglia a rantola. La fine non è mai stata così vicina. Amy, forse per esorcizzare la perdita che sta per subire racconta del suo progetto di vita. Vuole un figlio dal marito Frank, ma le cose non vanno lisce. Si affida a medici, pseudo medici, fecondazione artificiale, nulla serve. Forse vuole sostituire il padre morente con una nuova vita. Il suo racconto alterna parti al presente con parti tratte dal diario del padre. Padre che durante la guerra ha prestato servizio su una nave, in infermieria. Lui, privo di conoscenza specifiche, aveva tra le mani le sorti dell’equipaggio. Sbarcato dalla nave si dà a tutt’altro. Amy smette di pensare al fatto di volere un figlio e rimane incinta.

8

In 8 le cose si complicano. Si complicano perché un trauma passato influisce sul benessere del presente. La questione gravidanza è risolta. I figli sono due. Ma il fatto di avere dei figli fa ricordare alla Fusselman qualcosa che aveva provato a seppellire. Lei ha avuto il suo personale pedofilo. Lascia cadere la frase all’improvviso. Poi se ne allontana. Ci sembra di non averla nemmeno letta quella frase. Amy cerca, attraverso la psicanalisi, la terapia cranioscrale e la pranoterapia di sciogliere un blocco dentro di sé. In questo secondo monologo lo sguardo di Amy ha più livelli, ci parla direttamente, tira in ballo l’editor e poi ritorno a sguazzare nella materia. E’ un dentro e fuori che da un lato ci spiazza dall’altro aumenta la forza di quanto scrive. Prende la patente per guidare la moto, porta i figli a fare terapia, anche il marito, ma per lui è strano, poi parla con la madre, le parla del pedofilo e allora capiamo che è tutto vero. Quella frase l’avevamo letta davvero. Ecco il blocco da rimuovere. Quel non fermarsi al “non doveva succedere”.

Messi uno vicino all’altro “Il medico della nave” e “8” offrono uno sguardo sul passato e uno sul futuro. Il passato è caratterizzato da traumi, ma anche dall’esperienza del padre. Si scava in una sorta di continuità familiare. Lo sguardo sul futuro è complicato, complesso, non del tutto trasparente. Il futuro è una materia da esplorare con circospezione. Con timore reverenziale.

Con Amy Fusselman ho conosciuto una voce lucida e a tratti asettica. Il distacco nel trattare certe materie contribuisce a rendere ancora più acuminati gli spigoli che incontriamo quando si parla di morte e di pedofilia. Credo che fosse l’unico modo per parlare di quel tipo di dolore. Evitare di farlo diventare solo una componente emotiviva e spettacolarizzabile.

La traduzione è ad opera di una delle due metà della casa editrice, Leonardo Taiuti. Fino ad ora lui e Sara Reggiani si sono divisi le traduzioni e credo che l’impronta che hanno dato alla casa editrice passi anche attraverso questa scelta.


Amy Fusselman è una scrittrice e artista newyorchese. Le sue due opere di esordio, Il medico della nave e 8, sono uscite a sei anni di distanza l’una dall’altra e, più di recente, sono state combinate in un unico volume da McSweeney’s. Amy Fusselman è anche autrice di Savage Park: A Meditation on Play, Space and Risk for American Who Are Nervous, Distracted and Afraid to Die. I suoi scritti sono apparsi su note riviste quali The New York Times, McSweeney’s Internet Tendency e The Atlantic.

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