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Una nave di libri, intervista a Sergio Auricchio direttore di Leggere:tutti

written by Gianluigi Bodi 17 marzo 2016

Abbiamo avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con Sergio Auricchio, direttore di Leggere:tutti e una delle menti dietro “Una nave di libri per Barcellona”.

Come nasce l’idea di “Una nave di libri per Barcellona” e come si è sviluppata attraverso le edizioni?

Una Nave di Libri per Barcellona nasce nel 2010 come una delle iniziative proposte da Leggere:tutti, il nostro mensile che sin dalla sua fondazione nel 2005 ha l’obiettivo di diffondere la passione per i libri e la lettura anche attraverso il coinvolgimento diretto dei lettori. Così, dopo Un treno di libri per Napoli e Scrittori in campagna, volevamo che la Giornata Mondiale del Libro – ricorrenza che in Italia passa quasi del tutto inosservata e che viene celebrata ogni anno il 23 aprile – diventasse una vera festa. Da qui l’idea di partecipare alla grande manifestazione popolare che si svolge in quella data a Barcellona, la Festa di San Giorgio, i libri e le rose.
Sin da subito enti, associazioni, biblioteche, librerie, case editrici e autori hanno accolto con entusiasmo l’idea. Per sette edizioni un ricco programma letterario (che si intreccia sempre con spunti musicali, cinematografici, teatrali e gastronomici) accompagna i partecipanti sulla Nave di libri per Barcellona nel viaggio Civitavecchia-Barcellona. Anche il riscontro da parte del pubblico è stato immediato, cosa che ci ha portati nel 2013 a organizzare aMare Leggere, Festival della Letteratura per ragazzi sul mare, che da allora ogni anno porta gli studenti a Barcellona nel mese di marzo, questa volta per festeggiare la Giornata Mondiale della Poesia.
Quest’anno la partenza è prevista per il 20 aprile 2016 da Roma Civitavecchia e rientro il 24 aprile. Tantissimi i nomi che saliranno a bordo: da Diego De Silva a Sara Rattaro, passando per Gaetano Savatteri, il regista Mimmo Calopresti, Roberto Ippolito, Emanuela Ersilia Abbadessa e tanti altri.

Viaggio e non migrazione. Sembra che la parola chiave di questa edizione di “Una nave di libri” sia anche un auspicio affinché i fatti dolorosi che stiamo vivendo in questo periodo diventino, un giorno, solo un brutto ricordo.

La parola chiave scelta per questa edizione, “migrazione”, appunto, è senz’altro un auspicio affinché la dolorosa esperienza dei migranti possa risolversi in un incontro di culture ed esperienze all’insegna della condivisione e della solidarietà contro ogni barriera culturale. La nostra iniziativa ha voluto ancora una volta sperimentare, lavorando sulle possibilità di nuovi orizzonti, e al contempo valorizzare la sua natura di ricerca e apertura. Per questo motivo abbiamo invitato a partecipare alla settima edizione di Una Nave di libri diversi scrittori della letteratura migrante, come Anilda Ibrahimi, Leyla Khalil, Cristina Ali Farah. Inoltre, rifletteranno sul tema della migrazione con Padre Enzo Fortunato e l’attore Gino Manfredi che si esibisce in una performance dal titolo “L’uomo migrante: letture e riflessioni sulla migrazione”.

Viaggio è però anche esplorazione, accrescimento culturale. Lei crede che lavorando sulla cultura sia possibile abbattere le barriere di tipo razziale?

Senz’altro. Il viaggio del migrante visto come viaggio di esplorazione permette l’incontro tra culture diverse, non solo da parte di chi arriva nelle nostre terre ma soprattutto di chi accoglie i migranti nella propria società. Questo incontro permette un grande accrescimento culturale, talmente potente da poter abbattere le barriere razziali.

In questa edizione viene dato ampio risalto agli scrittori e alle scrittrici di origine straniera che hanno abbracciato la lingua italiana come mezzo di espressione artistica. Crede che partendo da questi autori si possa fare un discorso più ampio sull’inclusione in tutti i campi?

Di certo l’integrazione culturale è un primo passo verso l’integrazione sociale. Apprendendo delle esperienze dei migranti dalla loro viva voce, ossia leggendo le loro testimonianze, i loro romanzi e racconti, ci si “scontra” inevitabilmente con la loro esperienza dolorosa e la loro cultura. Lo scontro diventa incontro. Il che non può che essere un passo importante verso di loro. Conoscere l’altro abbatte la paura del diverso, uno degli ostacoli principali al convivere pacifico nella nostra società.

Sul fronte dell’accrescimento culturale anche la contaminazioni tra diverse tradizioni è un arricchimento. Sulla nave per Barcellona quest’anno c’è anche lo chef Renato Bernardi, come è nata l’idea di esplorare la diversità in cucina?

La mescolanza di tradizioni diverse è sempre fonte di ricchezza. Lo sappiamo bene in campo culinario, quando ci lasciamo conquistare da sapori a noi poco noti. Per questo abbiamo deciso di invitare lo chef Renato Bernardi, esperto di dieta mediterranea e salutistica, che in una cena a bordo della nave e in una cena di Gala il 23 aprile a Barcellona, rivisita i piatti della cucina italiana contaminandoli sapientemente con altre tradizioni gastronomiche.

Qui i seguito alcune informazioni pratiche nel caso l’intervista vi abbia stuzzicato.

Per partecipare a Una nave di libri per Barcellona, i prezzi sono particolarmente contenuti grazie alla collaborazione con Grimaldi Lines. Si parte infatti da 385 euro a persona. Sul sito www.leggeretutti.it sono presenti le informazioni sul programma e i prezzi. Chi volesse partecipare può inviare una mail a info@leggeretutti.it indicando il numero dei viaggiatori e la loro età per richieder un preventivo personalizzato.

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