Home Inchiostro Fresco - Recensioni di libri letti da Gianluigi Bodi Gonçalo M. Tavares – Matteo ha perso il lavoro

Gonçalo M. Tavares – Matteo ha perso il lavoro

written by Gianluigi Bodi 22 dicembre 2016
Matteo ha perso il lavoro

La senzazione è che potrei aprire questo libro a caso ed iniziare a leggerlo da qualsiasi parte si sia poggiato il mio sguardo. “Matteo ha perso il lavoro” a me sembra un loop, uno serpente che si morde la coda. In ogni momento abbiamo davanti a noi una strada che è destinata a riportarci al punto di partenza. Gonçalo M. Tavares ha scritto un libro in cui, per arrivare a scoprire chi è Matteo e perché ha perso il lavoro, dobbiamo leggere quasi 150 pagine.
Si parte da Aaronson e la prima rotonda per arrivare a Matteo e da Matteo potremmo anche decidere di tornare sui nostri passi. Ogni breve storia è legata alla precedente e a quella che ne seguirà. Come anelli di una catena. In più abbiamo una postfazione, delle note sulla scrittura di “Matteo ha perso il lavoro” che complicano ancora  di più le cose. A volte sembrano illuminanti, altre sembrano gettare delle ombre su ciò che pensavamo di aver capito. Molto spesso si tratta di pensieri quasi deliranti che sembrano sorgere dal nulla e apparentemente non mostrano legami con quanto scritto nella prima parte del testo. Invece, leggendo in profondità, assaporando i legami tra le parti, ci possiamo rendere conto che quello di Gonçalo M. Tavares è un gioco costruito alla perfezione. Una sorta di moto perpetuo letterario.
E’ difficile isolare un solo elemento da questo testo. Come togliere una carta dal mezzo di un castello che vibra ad ogni fiato. Eppure mi vengono in mente vari personaggi, varie situazioni. Come quel gruppo di persone che convinti della pazzia degli altri si sono rifugiati in un luogo appartato per poi ritirarsi sempre di più spaventati dalla pazzia e trovarsi ad essere un gruppo composto da una sola persona. O quel tizio che vendeva fotografie o Kashine e il suo NO.

Matteo ha perso il lavoro” è un libro strano. Qualcosa che non avevo mai letto prima e che mi è sembrato essere magnificamente progettato. Una boccata d’aria fresca, una lettura da fare quando ci viene in mente quel pensiero assurdo che tutto sia già stato detto e scritto.
L’unica cosa negativa di questo libro sono le fotografie dei manichini. Ho avuto gli incubi per un paio di notti. Sognavo un gruppo di manichini che mi inseguiva per sottopormi un questionario. E’ anche questa una parte del fascino di questo libro.


Ottima la traduzione di Marika Marianello. Chissà come si è divertita a saltare da un personaggio all’altro.

Nottetempo sta attraversando cambiamenti epocali. E’ di qualche giorno fa la notizia che la sede è stata spostata da Roma a Milano. Sono certo che il futuro di questa casa editrice sarà roseo.

Gonçalo M. Tavares (1970), è uno dei maggiori scrittori portoghesi contemporanei. Poeta, narratore e autore teatrale, ha ricevuto per il romanzo Gerusalemme (Guanda 2006) il Premio José Saramago per scrittori under 35 nel 2005, il Premio Portugal Telecom de Literatura em Lingua Portuguesa nel 2007, e il Premio LER/Millennium. Il signor Valery (Guanda 2005) ha vinto il Premio Branquinho da Fonseca della Fondazione Calouste Gulbenkian e del giornale Expresso. Con Imparare a pregare nell’era della tecnica (Feltrinelli 2011) ha ottenuto in Francia il prestigioso Premio per il Miglior Libro Straniero nel 2010 ed è stato finalista al Prix Femina e al Prix Medicis.

Nottetempo ha pubblicato Lor signori (2014).

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