Quello che ha negli occhi la donna assomiglia alla stanchezza del tramonto, ha il peso inestimabile delle lunghe ore trascorse a prendersi cura degli altri raccontandosi la bugia di prendersi cura di sè.
Quello che ha sulla bocca la donna è il sapore delle sei del mattino quando la città dorme rannicchiata su sè stessa, bambolona consumata dagli sguardi dei passanti.
Quello che ha nel petto la donna è una messa a fuoco lenta, un’immagine spezzata dal sublime oblìo del proprio io.
Quello che ha su di sè Anicée Alvina è il diegetico occhio di Mario Dondero, fotografo poeta che non ferma l’attimo ma lo crea, che il momento non lo piega ma, magistralmente, lo spiega.