Vito Santoro – I tre volti di ecate

by Gianluigi Bodi

Breve. E’ un giallo, ha ovviamente una trama. La trama è semplice, in apparenza. Perché un giallo ben costruito deve avere una trama solida che può avere una soluzione semplice e che poi invece si lancia nel reame del complesso. Quel posto dove ogni ipotesi sembra plausibile, ma solo una si rivelerà essere giusta, forse.
Quello di Vito Santoro “I tre volti di Ecate” è un libro che in un certo senso ribalta alcuni dei meccanismi del genere. Ad Alberto e Dario viene commissionato un furto. Alberto e Dario però sono due semplici ragazzi sbandati. Ragazzi che non hanno più la forza di cercare una strada migliore e si abbandonano a quella più facile. Non sono ragazzi cattivi, sono sconfitti, stanchi. Maldestri se vogliamo. Se vi doveste immaginare una coppia di ladri di successo probabilmente Alberto e Dario giacciono dalla parte opposta dello spettro. Sono all’interno della villa del conte, hanno individuato l’obbiettivo, la statua di Ecate, ma qualcosa va storto. Una presenza non prevista si frappone tra loro e la riuscita del colpo. Quella presenza diventa un cadavere. E noi, grazie a quel cadavere, iniziamo a fare la conoscenza degli altri personaggi, il conte, appunto e l’altro rovesciamento, il commissario Nebbio. Nebbio, corrotto, violento, sgraziato, tutto quello che non di sia aspetta da qualcuno che dovrebbe far osservare la legge.

Santoro mescola i ritmi e la struttura del giallo classico con la sostanza della mitologia greca. La statua di Ecate è una divinità greca rappresentata con tre volti, giovane, adulta e vecchia ed era in grado di accompagnare i vivi nel regno dei morti. E’ il suo furto che fa scatenare gli eventi di questo libro ed è la sua presenza che quasi ne guida lo svolgimento.

In un mercato saturo di cliché triti e ritriti e bello vedere come un autori si sforzi di esplorare nuovi orizzonti pur restando all’interno del genere.

Vito Santoro (Brindisi, 1966) ha esordito nel 2015 con il romanzo Non c’è tempo per il sole (Edizioni della Sera), premio Narratori della Sera. Tra il 2015 e il 2016 ha vinto diversi concorsi letterari riservati ai racconti brevi (Narratopoli-Centoautori, Milleparole, Horror Storytelling). Con lo pseudonimo Fonemi, cura un progetto di musica elettronica e di ricerca.

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