Paratesto:
In quel cielo azzurro, quasi chimico, un arcobaleno completamente bianco potrebbe lasciare il segno. Un segno interpretabile da ognuno di noi, io, ci voglio mettere del mio e dico che, quell’arcobaleno bianco è la somma di tutti i colori, quell’arcobaleno bianco è messo lì, sulla copertina, per trannere ogni particella di colore. Perché il mondo di Stalin + Bianca non è a colori.

Testo:
Un ragazzo arrabbiato, con un nome che incute timore e degli scatti d’ira dietro l’angolo. Una ragazza cieca, che vive nel buio e che ha un nome che è la presenza di tutti i colori.  Un inverno che sembra non finire mai, essere umani falliti, esseri umani che fuggono del mondo. Una privazione di luce e colore che sfianca. Queste sono le cose che direi per riassumere a grandi linee la materia di cui è fatto questo libro. So che nel farlo, dimentico qualcosa, metto in secondo piano altro. Ma mi sembra giusto menzionare cosa si è attaccato alle mie mani dopo aver appoggiato il libro sulla scrivania alla fine della lettura.
“Stalin + Bianca” è un romanzo che potrebbe essere un fumetto che potrebbe essere un film. Un fumetto di quelli in bianco e nero, con i tratti molto marcati, il disegno sporco, i personaggi curvi che camminano in un mondo privo di vitalità. Un film, uno i quelli con pochi dialoghi e lunghi silenzi, un film in cui la musica entra a far parte dei dialoghi e regna sovrana. Un film lento, profondo, senza effetti speciali e con lunghe inquadratura agli sguardi, alle spalle piegate dal peso della vita quotidiana.
Ecco, potrebbe essere questo, ma in fin dei conti “Stalin + Bianca” è un romanzo. E nel romanzo c’è un po’ di tutto quello che ho elencato sopra. Iacopo Barison ha messo giù una storia venata di maliconia, ambientata in un mondo troppo simile alla realtà in cui viviamo per non mettere tristezza a noi lettori con dei personaggi in movimento che cercano il proprio posto nel mondo. Stalin, soprannome affibbiatogli per i baffi e, secondo me, anche per il fatto che incute sempre un certo timore visti gli scatti d’ira imprevedibili, dopo aver compiuto un azione violenta scappa con Bianca.
Vedete, Bianca è cieca, detta poesie al suo registratore portatile e sembra “vedere” la bellezza del mondo che sfugge agli altri. Il punto è, la vede perché non potendo usare gli occhi non si rende conto di ciò che la circonda oppure, la vede perché c’è e siamo noi ad essere ciechi?
“Stalin + Bianca” è un libro davvero molto bello, importante oserei dire, scritto con maestria da un giovane scrittore che ha imboccato una strada che, sono convinto, lo porterà lontano. Ha una padronanza del linquaggio e della frase che mi ha lasciato sorpreso. Insomma, non è un romanzo di formazione scritto male da uno che si crede uno scrittore.

Coordinate:
Di Tunué edizioni avevo già accennato nella recensione al libro “Dettato” di Sergio Peter. La casa editrice è molto fresca e vivace, è nata pubblicando graphic novels e ora sta abbracciando un certo tipo di narrativa che io reputo molto visuale e che fonda anche sul lavoro di Vanni Santoni come responsabile della collana di narrativa. Spulciando nel loro sito ho trovato il loro “manifesto” e mi è particolarmente piaciuta la parte che cade sotto “La visione” e che riporto interamente. Mi sembra che fotografi perfettamente la loro idea di quali siano le storie da pubblicare e raccontare.

Sogniamo di crescere insieme ai nostri lettori e autori; aspiriamo a scoprire e valorizzare i talenti italiani e internazionali; lavoriamo per pubblicare storie che intercettino e amplino il pubblico di riferimento a livello nazionale e internazionale, anche grazie ai nuovi devices. Vogliamo continuare a essere il «polo critico» degli studi di settore e contribuire alla conoscenza e all’interpretazione dell’immaginario popolare.

Iacopo Barison è un giovane autore di cui sono certo sentiremo parlare ancora. Stalin + Bianca non è un esperimento, un tentativo ancora primordiale di raggiungere uno stile proprio. Stalin + Bianca è un romanzo dalla forte personalità, prodotto di un autore con le idee chiare che non poi che migliorare e migliorarsi.
Barison è nato a Fossano nell’88, ha già alle spalle un altro romanzo pubblicato all’età di venti anni e attualmente collabora con minima&moralia.

Il progetto grafico è stato affidato alla Tomomot di Venezia e credo che rappresenti bene la collana di narrativa di Tunué. E’ facilmente riconoscibile nel marasma della pubblicazioni, e per ora, nei due romanzi che ho letto, hanno incarnato perfettamente un’essenzialità senza fronzoli che ho trovato anche nei testi.

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1 comment

Intervista a Iacopo Barison | Senzaudio 8 Aprile 2015 - 11:01

[…] Qui potete trovare la nostra recensione a Stalin + Bianca: recensione. […]

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