Ritorno all’Eden – Paco Roca

by Gianluigi Bodi

La prima informazione, quella che mi sembra possa essere ritenuta la più importante, è che “Ritorno all’Eden” di Paco Roca mi è piaciuto moltissimi, che l’ho trovato stupendo e che mi è dispiaciuto averlo finito (ma ovviamente sono stato anche molto contento di averlo letto e sono consapevole di poterlo rileggere ogni volta che ne avrò voglia). Detto questo, mi pare che “Ritorno all’Eden” sia una delle migliori pubblicazioni di Tunué dell’ultimo scorcio d’anno. E’ bello tornare periodicamente a far visita al loro catalogo e rendersi conto che è sempre possibile trovare delle perle come questa.

Veniamo però al graphic novel di Paco Roca. Partiamo dall’inizio, alcune pagine nere con dei piccoli ritagli ci portano a poco a poco all’interno della storia. L’espediente, che poi viene ripetuto al contrario alla fine del volume, nel senso che il graphic novel termina in nero esattamente come è iniziato, ci fa pensare che “Ritorno all’Eden” si erga dal buio grazie alla memoria.
In effetti “Ritorno all’Eden” è un libro sulla memoria. Tutto ruota attorno ad alcune fotografie, in particolare a una foto che ritrae la protagonista, quella che nell’intreccio narrativo è la madre dell’artista, assieme a una parte delle sua famiglia. Due sorelle, due fratelli e la madre. All’inizio del volume, un’anziana signora, la nostra protagonista, chiede ai figli che fine abbia fatto quella foto. Nessuno di loro ne conosce il valore. Quando finalmente la foto viene ritrovata inizia una storia che parla di Franchismo, di miseria e dittatura, di famiglie affamate, padri violenti, donne maltrattate; ma la storia parla anche del legame che la protagonista ha con la madre e la sorella Amparin e in un certo senso ci mostra ciò che la famiglia può sul nostro destino.

Non lo scopro certo io, ma i disegni di Paco Roca sono di una bellezza che lascia quasi senza fiato, ha un tocco che sembra dialogare costantemente con il lato malinconico della vita. Gli sguardi e i silenzi diventano puro significato. L’uso del colore – molte delle tavole di questo fumetto si basano sull’uso del giallo – ha un sapore autunnale che, per quel che mi riguarda, è la stagione più malinconica dell’anno. Una delle scene che più mi ha colpito è quella in cui madre e figlia contrattano con un robivecchi l’entità di un baratto: una tazzina che poi, alla fine, diventa un sottotazza. Eppure quella tazzina in più è importante perché ne possiedono solo quattro e non tutti i membri della famiglia ne hanno una. Trovo la delicatezza con cui è stato trattato questo passaggio emblematica del modo di raccontare storie di Paco Roca.

Anche il formato scelto, con le tavole che si sviluppano in orizzontale, di dà l’impressione di sbiricare all’interno di un album di famiglia privato, un album che raccoglie i momenti più tragici della vita e che però non fa altro che mostrare la normallità di quei tempi in cui l’ignoranza e la superstizione avevano un ruolo di primo piano; in cui la dignità rimaneva salda fino a che non si scontrava con le persone di una classe superiore o anche solo quelli che nella vita erano riusciti ad avere un po’ di più, spesso per pura fortuna.

La foto dunque. Ruota tutto attorno a lei. Che significato può avere? Ritrae la famiglia in un momento di gioia? La risposta non è così semplice e per trovarla dobbiamo partire dal presupposto che il ricordo, da solo, non basta.

La traduzione di questo graphic novel che vi consiglio caldamente è a opera di Diego Fiocco.

Paco Roca (Valencia, 1969) è uno dei maggiori esponenti del fumetto spagnolo contemporaneo.
È diventato uno degli autori di riferimento con Rughe (Tunué, 2009): Premio nazionale di Spagna 2008, Miglior fumetto spagnolo per il Diario de Avisos di Tenerife, Miglior opera al Salone internazionale del fumetto di Barcellona, di Madrid e per il Gran Giunigi di Lucca Comics and Games. Tunué ha pubblicato in Italia tutti i suoi lavori: La Casa, Rughe, Il faro, Il tesoro del cigno nero, I solchi del destino, Le strade di sabbia, Emotional World Tour, Il gioco lugubre, Il bivio e la trilogia dell’uomo in pigiama, di cui fanno parte Memorie di un uomo in pigiama, Avventure di un uomo in pigiama e Confessioni di un uomo in pigiama

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